Addio Rosati, politico e medico di famiglia d’altri tempi
CHIETI. Era un “medico di famiglia vecchia maniera”, di quelli che potevi chiamare ad ogni ora del giorno e della notte ed eri sicuro che arrivavano. Dal pulpito del SS. Crocifisso, il parroco don...
CHIETI. Era un “medico di famiglia vecchia maniera”, di quelli che potevi chiamare ad ogni ora del giorno e della notte ed eri sicuro che arrivavano. Dal pulpito del SS. Crocifisso, il parroco don Gino Marino ha ricordato così Nicola Rosati, al cospetto di una chiesa riempita in ogni posto disponibile, tanto che in molti sono rimasti fuori, affollando il piazzale antistante. Rosati si è spento a 85 anni, lascia la moglie Gisella e i tre figli Pietro, Andrea e Anna. Ieri mattina i funerali partecipatissimi a testimoniare la profonda orma lasciata soprattutto allo Scalo dal medico che per due legislature fu anche consigliere comunale del Pci. Medico di famiglia, da una decina d’anni in pensione, Rosati era arrivato a Chieti nel 1970 da Carunchio dov’era medico condotto. Aveva aperto lo studio in via Scaraviglia e ben presto in tantissimi impararono ad apprezzare quel dottore originario di Anversa degli Abruzzi. Arrivò ad avere oltre tremila mutuati. «Era bravo e molto disponibile», ricorda l’amico Luigi Silveri, la cui madre fu la prima mutuata del dottor Rosati, «una notte lo chiamai alle 2 e lui arrivò di corsa senza mostrare il minimo fastidio, tanto che rimase a casa mia sino alle 5 del mattino. Con lui lo Scalo perde uno dei suoi punti di riferimento». Impegnato in politica, Rosati contribuì ad aprire la sezione comunista di via Ortona. Ma la passione politica non gli creava inimicizie negli opposti schieramenti. Anzi, era stimato e ben voluto da tutti in qualsiasi ambiente si trovasse. Ex consiglieri comunali che hanno condiviso il suo impegno politico, come Mirta Sciocchetti e Sandro Di Girolamo, erano in chiesa per dargli l’estremo saluto. (a.i.)

