Addio Vaccaro, muore a 30 anni il noto imprenditore della movida

Il giovane gestore del Tortuga e del Megà di Pescara stroncato da una malattia, il dolore degli amici Amava la musica, anche il cantante Baglioni gli aveva fatto gli auguri: «Ci metteremo tutto alle spalle»
CHIETI. Giovane, intelligente, estroverso, una grande passione per la musica, tutta la vita davanti e tanta voglia di viverla fino in fondo. Ma la malattia non gli ha lasciato scampo: in 15 mesi ha spento la vita di Ivan Vaccaro, imprenditore teatino morto nella notte nell'abitazione di via Madonna degli Angeli. Il 15 febbraio aveva compiuto 30 anni. Una morte che ha scosso Chieti e il resto della regione dove era conosciuto soprattutto per i locali della movida che aveva gestito. Con la famiglia, aveva rilevato la gestione di due locali simbolo del divertimento in Abruzzo: il Tortuga, al confine tra Pescara e Montesilvano, e il Megà in via Bologna, sempre a Pescara. La voglia di vivere e il sorriso travolgente lo avevano reso un simbolo della movida. E anche coni locali chiusi dall’emergenza sanitaria che ha messo in ginocchio il settore, lui era riuscito a restare sempre positivo: «Tutto tornerà com’era. Serve solo un po’ di pazienza», diceva, sostenuto da quella forza d’animo che lo caratterizzava.
Figlio di un noto avvocato teatino, Raoul Vaccaro, che è stato anche assessore comunale, Ivan guardava al settore del divertimento come quello dove mettere in campo le sue intuizioni vincenti. Prima della pandemia, a furia di serate strapiene, aveva raggiunto un successo tale che voleva allargarsi anche a Milano. «E lui ci sarebbe sicuramente riuscito», dice l’organizzatore di eventi, amico e collaboratore, Francesco Simone, «era un grande uomo. Aveva la capacità di capire le cose prima degli altri. E infatti riusciva ad arrivare ovunque. A Milano siamo andati spesso insieme, abbiamo avuto tanti contatti, voleva esportare quel format che aveva avuto tanto successo a Pescara. Avevamo avuto contatti con Lele Mora e Smaila, oltre che con il grande maestro d’orchestra Danilo Minotti con il quale aveva registrato delle cover nella sua sala di incisione». Sì, perché la grande passione del giovane imprenditore era la musica. Appassionato dei grandi cantautori italiani, aveva già inciso parecchie canzoni. Con uno dei suoi idoli, Claudio Baglioni, aveva stretto importanti contatti. Baglioni, avendo saputo della malattia, gli aveva mandato un messaggio vocale a ottobre scorso, alla vigilia di un intervento chirurgico: «Mi metto in fila con tutti quelli che ti stanno facendo gli in bocca al lupo», gli aveva detto il grande cantante, «ci metteremo tutto quanto alle spalle».
Vaccaro aveva iniziato gli studi musicali a Chieti, all’Accademia musicale teatina, poi si è trasferito a Roma dove ha studiato canto moderno e pianoforte alla Ro.Gi e in seguito si è iscritto alla Saint Louis di Roma dove ha continuato a studiare pianoforte. Una passione che lo accomunava al carissimo amico Paolo De Cesare, vicesindaco di Chieti. «Oggi insieme al mio amico del cuore se ne va gran parte di me e della mia vita», ha detto il giovane vicesindaco, «sì, perché io e Ivan abbiamo condiviso tutto. Siamo partiti dai carrozzini, poi i tricicli, passando per le scuole medie e il periodo dell’adolescenza, nel quale, ad esempio, ricordo dopo pranzo facevamo a gara a chi chiamava prima l’altro al telefono di casa per organizzare le nostre quotidiane uscite. Ogni pomeriggio puntualmente passavo a prenderlo e fino a sera andavamo dappertutto per ascoltare musica e cantare insieme a squarciagola. E ancora i nostri viaggi quasi ogni anno a Sanremo, in occasione del Festival, dove abbiamo vissuto tra i più belli dei nostri ricordi».
Spesso al centro delle cronache mondane, a gennaio 2018 Vaccaro era finito anche al centro di un’accusa di stalking. Ma la Cassazione, a marzo 2018, aveva annullato il provvedimento che lo aveva posto agli arresti domiciliari.
I funerali saranno celebrati oggi alle 16 in cattedrale. La camera ardente è stata allestita nella casa di via Madonna degli Angeli 34 dove a vegliare Ivan ci sono la mamma Antonella, il papà Raoul, e i fratelli Raul, Boris e Giorgia.

