Adesca una 13enne, condannato
Un anno e 8 mesi al 37enne incastrato da chat con foto osé e richieste di rapporti
LANCIANO . Il gioco perverso di un uomo di 35 anni con una 13enne di un paese sangrino era iniziato su WhatsApp. Una chat a due in cui lui ha iniziato a conquistare l’adolescente alle prese col primo amore, con parole dolci e complimenti, per poi passare alla richiesta di foto osé fino a quella più ardita di avere rapporti sessuali con lei. E il gioco filava anche liscio fino a quando non è entrata in scena la madre della adolescente che, percependo come qualcosa fosse cambiato nella figlia, controllando il suo telefonino, ha scoperto chat, foto osé e richieste di rapporti. Materiale finito in una denuncia sporta ai carabinieri.
Dopo le indagini, l’accusa di tentata violenza e atti sessuali su minorenne, ieri c’è stato il processo con il rito abbreviato e la condanna dell’uomo, oggi 37enne, da parte del giudice Giovanni Nappi, ad un anno e 8 mesi di reclusione, pena sospesa e risarcimento danni alla parte civile, i genitori della 13enne, in separata sede. La pm Serena Rossi aveva chiesto 2 anni e 8 mesi di reclusione. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti, lo sconto di pena per il rito abbreviato chiesto e ottenuto dal legale dell’uomo, Antonino Cerella del foro di Vasto, che potrà fare ricorso in appello.
Secondo l’accusa il 37enne conosce la 13enne sul posto di lavoro, in un paese sangrino: era l’amica della figlia del suo datore di lavoro. La vede, se ne invaghisce. Sa che ha 13 anni e che può conquistarla. Riesce ad avere il numero di telefono della ragazzina e inizia il suo “gioco” su WhatsApp. Decine di messaggini con complimenti e lusinghe. Poi inizia a chiamarla “amò”, “amore mio”: ne carpisce la fiducia. La ragazzina, alle prese con i primi amori e le attenzioni di un uomo più maturo, finisce nella rete del pedofilo che inizia a chiederle foto che la ritraggono nuda o in vesti succinte. Lei gliele manda. Lui invia a sua volta le sue nudità; foto estremamente esplicite. I messaggi si fanno sempre più spinti e inizia a chiederle di avere un rapporto sessuale. La madre nota piccoli segnali e inizia a controllare la figlia e il suo cellulare: scopre i messaggi, le foto hot che andavano dal 17 febbraio al 2 marzo 2018. Va dai carabinieri. Ora la condanna. (cr. la.)

