«Aerei in picchiata e poi il boato, l’orrore delle bombe»
LANCIANO. Il bombardamento aereo di piazza Plebiscito del 20 aprile 1944 è una pagina di storia cittadina viva nella memoria di tanti lancianesi, oggi per lo più ottantenni. Chi era a lavoro, chi...
LANCIANO. Il bombardamento aereo di piazza Plebiscito del 20 aprile 1944 è una pagina di storia cittadina viva nella memoria di tanti lancianesi, oggi per lo più ottantenni. Chi era a lavoro, chi passava in piazza, chi era solo un bambino, ma tutti conservano vivide nei ricordi le immagini del centro di Lanciano bombardato, un assalto aereo che costò la vita a 35 civili e oltre 450 soldati alleati. Dopo le celebrazioni del 20 aprile scorso e l’idea, lanciata dal sindaco Mario Pupillo, di raccogliere i racconti di chi quel giorno scampò alle bombe naziste, altre testimonianze vengono fuori dopo 75 anni. «Non avevo compiuto 8 anni, abitavo a Villa Fenaroli 12 e mi ero recato all’edicola di piazza Plebiscito per acquistare un giornalino», scrive a Pupillo Francesco Paolo D’Orsogna, classe 1936, «erano le 11 circa di una mattina piena di sole e con il cielo limpido di un azzurro primaverile. Mi affrettai a rientrare a casa attraversando l’ampia piazza dove oggi è il mercato coperto – allora era un ampio spazio sterrato dove i ragazzi giocavano a pallone e gli adulti a bocce – per giocare nel giardino dei miei parenti. Ad un tratto vidi luccicare sotto i raggi del sole due aerei che si abbassavano verso il campanile della città, provenienti da ovest, sopra la Maiella, e poi un rumore assordante della “picchiata” e un boato che mi risuona ancora nella memoria. Poi silenzio intorno. Non tornai a vedere l’accaduto perché i miei genitori si opposero».
Emilia Primavera aveva 10 anni. «Ero a casa di mia zia in corso Bandiera», racconta, «abbiamo visto dal balcone gli aerei arrivare e siamo scappati dentro per nasconderci sotto una botola. Quando è finito il bombardamento sono scappata, con mia zia che mi correva dietro, perché volevo a vedere se mia madre, a Lancianovecchia, stava bene. Passando in piazza ho visto il buco, proprio davanti alla cattedrale, le camionette bruciate e persone che vi si erano riparate sotto. C’era gente che bruciava e urlava. Sono scappata spaventata, ma le ho sognate a lungo quelle persone». Nella cerimonia per il 75° anniversario erano presenti 6 sopravvissuti al bombardamento. A loro il Comune ha dato appuntamento oggi, alle 18, nella sala consiliare, ma l’incontro è aperto. «Chiunque è stato testimone di quei fatti e ne ha ricordi è invitato a partecipare», dice il sindaco, «per contribuire con le preziose testimonianze al racconto di quel giorno».

