Affitti case popolari, caos bollettini «Dagli uffici solo risposte confuse»

Il consigliere Riccardo dopo il racconto di un inquilino che ha chiesto all’ente come pagare il canone: «Informazioni non chiare». L’assessore Giannini: «La riscossione dipende dal curatore fallimentare»
CHIETI . Il fallimento di Teateservizi fa andare nel caos anche la gestione di pagamenti e bollettini per gli affitti delle case popolari: la società gestiva infatti anche la riscossione dei canoni di locazione. Questa la denuncia del consigliere di opposizione Giampiero Riccardo (Chieti Viva) dopo che un cittadino si è recato agli sportelli del Comune e ha chiesto come pagare l’affitto: «È uscito con l’Iban scritto su un pizzino di carta a penna». Il caso si solleva all’indomani dell’annuncio del Comune che ha avviato una riorganizzazione del settore per controllare gli assegnatari della case e scovare i morosi. «Dopo circa quattro anni di mandato», attacca Riccardo, «l’amministrazione Ferrara pare solo oggi voler avviare controlli su assegnatari e stato degli alloggi. Dopo anni di immobilismo, degrado, abusivismo e morosità non potevano che aumentare e diventare zavorre. Nel frattempo, chi ne fa le spese sono i cittadini onesti che hanno sempre pagato i canoni di locazione senza avere in cambio un servizio dignitoso e adeguato. Dobbiamo distinguere tra persone per bene e irregolari, che sono quelli che dobbiamo colpire. Servono risposte a un diffuso bisogno sociale di persone che vivono in condizioni di disagio e sofferenza». Secondo il Comune, quasi la metà degli affittuari risulta morosa: sui 330 alloggi, solo 185 sono gli assegnatari in regola.
«IL PIZZINO DI CARTA»«Esiste una maggioranza silenziosa di inquilini per bene che troppo spesso si sostituisce con grande senso civico alle mancanze dello stesso Comune», aggiunge Riccardo, «cittadini che in queste settimane, dinanzi al fallimento di Teateservizi e alla consequenziale confusione sui pagamenti degli affitti, si sono responsabilmente rivolti al Comune per avere nuove direttive sui pagamenti». Alcuni giorni fa, infatti, un inquilino (che per ragioni di privacy ha chiesto di mantenere l’anonimato) si è recato agli sportelli per chiedere informazioni su come pagare l’affitto. «Gli uffici preposti hanno saputo dare poche, confuse e difformi informazioni», continua il consigliere a cui l’inquilino ha subito raccontato l’accaduto, «tra l’altro scritte su un pizzino a penna». LE CONDIZIONI nelle caseIl consigliere torna a puntare il dito sulle condizioni igienico sanitarie delle case. «Famiglie, anziani e bambini costretti a convivere con muffa, infiltrazioni d’acqua, muri lesionati, infissi rotti e spesso anche senza riscaldamento e acqua calda a causa di caldaie rotte o mal funzionanti», racconta, «una condizione di ambienti insalubri pericolosa per la salute mai pienamente affrontata dal Comune». E il consigliere conosce i casi nel dettaglio: «Paradossale il caso degli alloggi in via dei Platani», dice, «al civico 6, dove vivono in maggior parte anziani, alcuni non autosufficienti, manca addirittura il portone d’ingresso, compromettendo la sicurezza degli stessi inquilini. Al civico 8, invece, un’infiltrazione d’acqua, sta pregiudicando in via irrimediabile gli interi appartamenti». Pronta un’interrogazione da presentare in consiglio per sapere «a quanto ammontano le morosità e cosa ha fatto l’ente sino a oggi per recuperare gli affitti non versati», dice Riccardo che chiederà spiegazioni anche su occupanti irregolari e manutenzioni ordinarie.
IL COMUNEDinanzi al caos bollettini, l’assessore alle Politiche della casa, Alberta Giannini, spiega che anche la riscossione dei canoni per le case Erp è nelle mani del curatore, l’avvocato Guglielmo Flacco, e alla richiesta di esercizio provvisorio. «È da vedere che il curatore inserirà gli alloggi nel pacchetto tributi», dice al Centro, «altrimenti la riscossione sarà compito del Comune. In attesa, gli inquilini possono far riferimento all’Iban del tesoriere».

