Agenti aggrediti in carcere con lo sgabello

15 Aprile 2021

In tre finiscono nel mirino di un detenuto che aveva aperto il rubinetto del gas, uno finisce in ospedale

VASTO. Ancora un’aggressione nella casa lavoro di Torre Sinello. Tre agenti della polizia penitenziaria sono stati colpiti e feriti con uno sgabello da un detenuto che aveva riempito la sua cella di gas. Scoppia la polemica: il segretario locale del Sappe Giovanni Notarangelo chiede la chiusura dell’istituto. «Non possiamo più accettare queste situazioni che ledono la dignità dei lavoratori del comparto», denuncia Giuseppe Merola, coordinatore regionale Fp Cgil Abruzzo Molise-Comparto Sicurezza.
L’aggressione è avvenuta nella prima sezione della casa lavoro. Le vittime sono due assistenti capo e un ispettore capo con funzioni di sorveglianza generale. «Durante il turno notturno», racconta Notarangelo, «uno dei due colleghi di pattuglia addetti alla sorveglianza dei tre piani detentivi ha sentito un forte odore di gas proveniente da una cella dove si trovava un giovane internato non nuovo a episodi di intolleranza. Il mio collega allarmato ha chiamato la sorveglianza generale. Vista la delicatezza del caso gli assistenti hanno deciso di aprire la cella per la salvare la vita al detenuto e sequestrare la bomboletta di gas. Solo pochi mesi fa, infatti, un detenuto è stato ritrovato privo di vita proprio per aver sniffato gas. Aprendo la cella l’internato, si è scagliato contro i tre agenti. Durante l’aggressione a colpi di sgabello, un collega è finito a terra. Verso le 3.30 a causa dei dolori è stato accompagnato dal 118 all’ospedale San Pio. Dopo una visita accurata i medici gli hanno diagnosticato la rottura del collo del femore». Fortunatamente un altro agente è riuscito a difendersi riparandosi il volto con una mano per non essere colpito dallo sgabello. Il detenuto è stato comunque bloccato.Una volta visitato dagli operatori dell’infermeria è stato riaccompagnato nella sua cella. «Il collega dolorante alla mano», annota il Sappe, «ha proseguito il turno sorvegliando da solo tre piani , mentre l’ispettore di sorveglianza generale oltre a vigilare in tutto il piano terra ha fatto una relazione sull’accaduto. Questa segreteria locale», denuncia il Sappe, «sono anni che denuncia lo stato di abbandono del personale di polizia penitenziaria della Casa lavoro di Vasto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Chi esce di casa per andare a svolgere servizio a Torre Sinello non sa se a fine turno rientrerà a casa. Chiediamo agli organi superiori di prendere in seria considerazione la chiusura parziale di qualche reparto o addirittura la chiusura dell’istituto di Vasto».
«Tantissime volte», dice la Fp Cgil, «abbiamo sollevato la questione affinché venissero intraprese serie attività a tutela, specie rispetto alla macro problematica dei soggetti psichiatrici che meriterebbero un adeguato trattamento sanitario specifico in strutture apposite e non all'interno degli istituti penitenziari, tenendo conto delle sfavorevoli limitazioni strutturali/logistiche e della cronica carenza organica dei sanitari, nonché di poliziotti penitenziari, che afferiscono il carcere di Vasto ed i restanti istituti abruzzesi». (p.c.)