Aggredita, guarirà in 15 giorni

28 Marzo 2019

San Salvo. Torna in ospedale la donna nuovamente ferita con una lama ma questa volta alla schiena

SAN SALVO. Ha riportato una prognosi di 15 giorni dopo essere stata aggredita e colpita con un taglierino alla schiena. La vittima è sempre la stessa: la donna di 39 anni di San Salvo che il 9 marzo scorso fu colpita, sotto casa, con sette coltellate alla coscia. In entrambi i casi è stata ferita con oggetti contundenti tali da provocarle lesioni che hanno richiesto l'intervento dei sanitari.
La seconda aggressione stavolta - come denunciato dalla sonna - è avvenuta sulla spiaggia di Pescara dopo un pomeriggio di shopping. La vittima riconduce entrambe le aggressioni al suo ex compagno, anche lui di San Salvo, che aveva già denunciato due volte: la prima a gennaio per minacce, ingiurie, lesioni e molestie e la seconda per stalking, presentata il giorno della festa della donna. Una terza querela è scattata dopo il primo ferimento. Ma colui che è stato individuato dalla donna come aggressore, si è sempre dichiarato estraneo ai fatti.
Il nuovo episodio di violenza si è verificato martedì sera nei pressi della “Nave di Cascella”, dove la 39enne ha riferito alla polizia di essere stata aggredita da due uomini, uno dei quali è certa che fosse l’ex compagno il quale l’avrebbe fatta cadere a terra dopo averla colpita alla schiena con un taglierino e poi derubata di due cellulari. Un pedone ha lanciato l’allarme e la donna è stata trasportata in ospedale dove è stata medicata e ascoltata dalla polizia. Gli agenti della squadra volante, diretti da Dante Cosentino, hanno sequestrato gli indumenti della trentanovenne e dato inizio alle indagini che si aggiungono a quelle già avviate dalla Procura di Vasto, coordinate dal pubblico ministero Michele Pecoraro. Circostanza che lascia presupporre un coordinamento fra le due Procure abruzzesi. La donna è attualmente ricoverata in un ospedale del Chietino e sia lei e sia il suo avvocato, Donatella Monaco, del foro di Vasto, hanno espresso la volontà di non commentare la nuova aggressione e di attendere l’esito dell’attività degli inquirenti. La donna, visibilmente scossa dall’accaduto, teme per la sua incolumità e ha lanciato diverse richieste d’aiuto, «Voglio solo giustizia, ne ho bisogno», aveva affermato nei giorni precedenti alla seconda aggressione.
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