Aggrediti e offesi: la dura vita dei sindaci

12 Settembre 2018

Insultati, minacciati e spesso anche denunciati dai cittadini: le esperienze dei primi cittadini di Vasto, Cupello e San Salvo

VASTO. Insultati, minacciati, aggrediti, denunciati. Indossare la fascia da sindaco, oltre a essere un onore, è diventato anche un rischio. Cresce l’insofferenza nelle regole. Occuparsi di appalti, abusivismo, gestione delle case popolari, politiche sociali, rifiuti e sanità, è sempre più scomodo. È come finire nell’occhio del ciclone. La violenza verbale è diventata una consuetudine. E non solo quella. I sindaci vengono anche denunciati. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, è stato aggredito per ben tre volte e anche di recente ha subito atteggiamenti ben poco ortodossi. Era accaduto anche al suo predecessore Luciano Lapenna costretto a ricorrere alla vigilanza privata per tenere lontani gli e. A San Salvo un consigliere comunale di maggioranza due anni fa venne minacciato di morte. La notizia fu data dal sindaco Tiziana Magnacca. Il sindaco di Cupello, Manuele Marcovecchio, è stato denunciato da un cittadino che voleva le utenze gratuite. Ma spesso la violenza, in tutte le sue forme, è sempre più lo strumento con cui si cerca di ottenere attenzione e servizi.
VASTO, FRANCESCO MENNA. «Sono il primo», dice il sindaco di Vasto, «a volere una città bella e dove tutto funziona. Se non accade non è colpa dell’amministratore e comunque non è con la violenza che si risolvono i problemi o si può ottenere ciò che si vuole. Ci sono anche leggi e regolamenti da rispettare. Se avessi la possibilità darei una casa a tutti quelli che non hanno un tetto. Ma per l’assegnazione delle case popolari esistono le graduatorie e vanno rispettate. Le case non si occupano abusivamente. Il concetto di legalità è fondamentale. Io non cedo e spero che i cittadini onesti lo apprezzino», dice Menna. C’è anche chi vuole la sistemazione della strada in cui abita. Un anno fa un cittadino minacciò Menna per ottenere proprio la sistemazione di una strada. Episodio che testimonia quanto stia crescendo la filosofia della giustizia sommaria. Le aggressioni subite dal sindaco si sommano ad altri spiacevoli episodi contro la polizia municipale, le assistenti sociali piuttosto che i dirigenti. Un malessere che le istituzioni, da sole, non possono risolvere. Menna e la giunta stanno cercando soluzioni che riescano a prevenire e scoraggiare quello che sta diventando un fenomeno sempre più diffuso.
CUPELLO, MANUELE MARCOVECCHIO. Al sindaco di Cupello è capitato anche di essere denunciato da un cittadino che riteneva che il suo stato di indigenza non fosse stato tenuto nella giusta considerazione. «Ho cercato», dice Marcivecchio, «di spiegargli che non è il sindaco che decide a chi dare un contributo, c’è una commissione che si occupa di questo. È stato inutile. Ogni giorno fra mille difficoltà a gestire il paese nella consapevolezza che un sindaco non ha mai il diritto di essere stanco o amareggiato, o arrabbiato o deluso. I cittadini vogliono che un sindaco ci sia sempre e risolva i problemi di tutti. E non solo. Il sindaco deve fare, incassare cattiverie e deve essere pronto a rimediare sempre agli errori non suoi. È dura a volte di più. Come diceva qualcuno...io speriamo che me la cavo».
SAN SALVO, TIZIANA MAGNACCA. L’attuale primo cittadino di San Salvo non è stata mai aggredita, in compenso un consigliere di maggioranza ricevette nel 2016 minacce di morte. La notizia fu data direttamente dal sindaco Magnacca. Un consigliere comunale di maggioranza che rappresentava l’amministrazione comunale in una struttura sportiva, fu minacciato insieme alla sua famiglia. Un episodio gravissimo denunciato ai carabinieri. Le minacce spesso ripetute nel tempo, scaturiscono dal clima pesante di crisi e dalle accese polemiche che da qualche tempo caratterizzano la vita politica. Le decisioni degli amministratori non sempre sono gradite e si ricorre alla violenza. Le minacce tuttavia inquinato la serenità di un amministratore.
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