Aggredì la madre: condannato, si pente ed esce dal carcere

CHIETI. «No, signor giudice, non ne vale la pena. In carcere ho capito che ho sbagliato. Sono molto pentito». Giuseppe Evangelista, 26 anni, arrestato e finito in cella lo scorso 6 febbraio per...
CHIETI. «No, signor giudice, non ne vale la pena. In carcere ho capito che ho sbagliato. Sono molto pentito». Giuseppe Evangelista, 26 anni, arrestato e finito in cella lo scorso 6 febbraio per tentata estorsione nei confronti della madre e per lesioni aggravate e resistenza verso due carabinieri, lo ha ripetuto ieri mattina davanti al giudice Enrico Colagreco. La resipiscenza non ha evitato all’imputato (assistito dall’avvocato Valentina D’Angelo) una condanna, ma ha consentito di contenere la pena (sospesa) in due anni di reclusione. In sentenza è stata dichiarata la perdita di efficacia della misura: significa che da ieri sera Evangelista ha lasciato il carcere ed è tornato libero. Il pm d’aula Natascia Troiano aveva chiesto 2 anni e 4 mesi.
L’ARRESTO
Tutto comincia quando la donna contatta il 112 raccontando che il figlio si è presentato davanti all’abitazione di Villamagna con la pretesa di ricevere denaro. Dopo neanche dieci minuti, i carabinieri della sezione radiomobile di Chieti sono già sul posto. Evangelista sta gridando: «Dammi 250 euro, mi hai rotto il c...». La madre, spaventata, lo guarda dal balcone. I militari provano a calmare il ragazzo, che appare in evidente stato di alterazione psicofisica. Il ventiseienne spiega che lei deve consegnargli del denaro perché ha un debito con un coinquilino. In strada c’è anche l’autista del taxi che ha accompagnato il giovane da Chieti, dove vive in affitto, fino a Villamagna. Il putiferio si scatena quando la madre di Evangelista scende in strada per saldare la corsa, considerando che il conducente del taxi reclama il pagamento. Il ventiseienne sembra essersi placato. Ma, a un certo punto, grida di nuovo: «Questa s... mi deve dare i soldi, lasciatemi stare pezzi di m...». Subito dopo, fa uno scatto verso la madre con una violenza tale da colpire l’appuntato che sta tentando di separarlo dalla donna. Evangelista è una furia e nasce una colluttazione con i militari, che faticano non poco per bloccarlo e portarlo in caserma. (g.let.)
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