Aggressione con la mazza, in tre nei guai

10 Gennaio 2019

Il pestaggio nei pressi di un pub: pene da uno a due anni per i giovani che picchiarono un ragazzo

CHIETI. Sono finiti sotto processo per un’aggressione a colpi di mazza da baseball dopo una serata trascorsa al pub. La vicenda giudiziaria si è chiusa ieri mattina, davanti al gup Isabella Maria Allieri e al pm Giancarlo Ciani, con tre patteggiamenti arrivati a distanza di oltre due anni e mezzo dall’episodio avvenuto a Chieti Scalo, non lontano dal locale Il Baffo. Matteo Orsini, 21enne di Pescara che materialmente colpì la vittima, ha concordato la pena di 2 anni e 2 mesi di reclusione e 600 euro di ammenda. Antonio Ferri, 24enne di Pescara, e Stefano Di Marco, 23enne di San Giovanni Teatino, se la sono invece cavata con un anno. Per tutti, accusati di lesioni personali gravi, tentata violenza privata e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere, è scattata la sospensione della pena e la non menzione. La vittima, Federico Marcucci, un giovane di 24 anni di Chieti Scalo, si è costituita parte civile con l’avvocato Fabiana Desiderio ed è stata già risarcita con 10mila euro complessivi da Ferri e Di Marco. Le indagini sul pestaggio del 7 maggio del 2016 sono state condotte dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti. «Gli imputati, in concorso tra loro e con altre persone non identificate, dopo aver inseguito Marcucci, lo raggiungevano e Orsini lo colpiva alla testa con una mazza da baseball». A quel punto la vittima è caduta a terra e gli altri l'hanno presa a calci «in modo da procurargli lesioni personali con conseguente malattia giudicata guaribile in 66 giorni». I tre, si legge sul capo di imputazione, devono rispondere anche di tentata violenza privata, perché volevano costringere un amico di Marcucci a rivelare loro dove fossero il ragazzo e chi lo accompagnava. Così lo hanno circondato «con fare intimidatorio» e, mentre Orsini gli puntava la mazza da baseball alla gola, Di Stefano lo ha afferrato per il bavero della giacca dicendogli: «Se non mi rispondi alle domande, ti sequestro, ti butto in macchina e ti massacro». Non solo: gli imputati, «senza un giustificato motivo», hanno portato la mazza da baseball fuori dalle loro abitazioni. Lo scorso settembre un quarto aggressore, Manuel Surricchio, 23enne di Sambuceto, è stato condannato a tre anni dal giudice monocratico. I motivi dell’aggressione non sono stati mai chiariti. Secondo la Procura, si è trattato di una sorta di spedizione punitiva. (g.let.)