Aggressione in centro, il 14enne torna a casa

Lascia la comunità per minori l’unico ragazzino imputabile. La difesa: «Ridimensionate le accuse»
LANCIANO. Ha lasciato la comunità per minori ed è tornato a casa il 14enne di etnia rom accusato di aver partecipato all’aggressione di Giuseppe Pio D’Astolfo e dell’amico Anthony Gomez Brito. Il gip del Tribunale per i minori dell’Aquila, Roberto Ferrari, ha accolto l’istanza di modifica della misura cautelare depositata dal legale che assiste il ragazzo, l’avvocato Vincenzo Menicucci. Il collocamento in comunità è stato sostituito con la misura cautelare, meno afflittiva, delle prescrizioni in libertà.
«È la prima delle misure che può applicare il Tribunale per i minorenni», spiega l’avvocato Menicucci, «il giudice ha dettato una serie di prescrizioni che il ragazzo dovrà osservare nell’ambito familiare. Fra le altre quella di frequentare la scuola, come già faceva, di uscire dalla propria abitazione accompagnato dai genitori, di non frequentare soggetti pregiudicati. Questa misura cautelare andrà avanti fino al 17 febbraio, quando scadranno i termini massimi». Il 14enne era rinchiuso in comunità dallo scorso 16 dicembre, dopo l’arresto per aver aggredito, in concorso con due coetanei, il diciottenne D’Astolfo e l’amico 26enne. L’episodio, avvenuto dietro l’ex stazione Sangritana, risale al 17 ottobre scorso. Dei tre minori coinvolti (tra gli indagati per lesioni gravissime, come ricostruito dai carabinieri di Lanciano, ci sono anche due maggiorenni), è l’unico ad essere penalmente perseguibile. Il cugino 13enne, che per sua stessa ammissione ha sferrato il pugno a D’Astolfo, è stato affidato ai servizi sociali e collocato in comunità per seguire un percorso di reinserimento sociale.
«Il gip dei minori ha ridimensionato la portata della condotta avuta dal 14enne», sostiene il legale, «tenuto conto della contraddizione nelle dichiarazioni assunte in sede di indagine da parte dei carabinieri. Ci sono versioni contrastanti dei testimoni. Uno, in particolare, afferma che sarebbe stato il 13enne a colpire prima Gomez e poi D’Astolfo e questa è anche la versione data dal cugino in sede di interrogatorio. Per questo ho avanzato istanza alla Procura affinché voglia provvedere a sentire il D’Astolfo, anche eventualmente in sede di incidente probatorio. Siamo in attesa di risposta».
Il 13enne, intanto, ha iniziato il suo percorso in comunità. «Quando gli operatori relazioneranno al magistrato dei minori verrà fissata l’udienza», aggiunge Menicucci, che assiste anche lui, «in quella sede valuteremo se richiedere, fermo restando l’affidamento ai servizi sociali, il ricollocamento presso l’abitazione familiare».

