Aggressione nel bar In sei dal giudice per lesioni aggravate

7 Luglio 2019

VASTO. È fissata per martedì 9 luglio l’udienza preliminare davanti il gup del tribunale di Vasto, Italo Radoccia, per sei imputati presunti protagonisti dell’aggressione avvenuta ai danni di T.V. e...

VASTO. È fissata per martedì 9 luglio l’udienza preliminare davanti il gup del tribunale di Vasto, Italo Radoccia, per sei imputati presunti protagonisti dell’aggressione avvenuta ai danni di T.V. e V.O., nella notte tra il 22 e il 23 aprile del 2017 davanti al bar La Sfinge di San Salvo. L’inquietante vicenda è stata minuziosamente ricostruita dalle forze dell’ordine attraverso i racconti delle due vittime e, soprattutto, grazie alle immagini riprese delle telecamere del sistema di videosorveglianza del locale che hanno consentito ai carabinieri di individuare, poche ore dopo, i sei presunti aggressori: P.M., L. M., V.M., A.C., D. D. N., C. D. L., accusati di lesioni aggravate.
Questa la dinamica dei fatti ricostruita dagli investigatori. Uno degli aggressori è entrato nel locale 40 minuti dopo la mezzanotte e, cogliendo di sorpresa T.V., lo ha colpito con un violento pugno sul mento. Poco dopo sono arrivati due amici dell’aggressore che a loro volta si sono avventati addosso a T.V. colpendolo anche loro ripetutamente con calci e pugni. Un cliente del locale, V.O., e un altro amico, sono intervenuti in difesa di T.V. ma sono stati a loro volta venivano colpiti con diversi pugni. Le sequenze successive hanno mostrato ai carabinieri che l’aggressione è poi proseguita all’esterno del locale. Proprio all’esterno la situazione è degenerata. Ai primi aggressori se ne sono aggiunti altri quattro soggetti compresa una donna che ha iniziato a colpire anche lei T.V. e V.O. con una scarpa con tacco a spillo. Le vittime ferite e doloranti sono state poi lasciate sulla strada, sanguinanti e con i vestiti strappati. Dopo il raid punitivo i due feriti sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche a causa delle gravi lesioni riportate che hanno comportato, in particolare per uno dei due, anche l’indebolimento permanente dell’apparato dentale.
Martedì prossimo T.V. e V.O. saranno presenti in aula assistiti dal loro avvocato, Antonino Cerella, già costituitosi parte civile nell’interesse dei propri assistiti. La vicenda a distanza di tempo è ricordata ancora con sgomento dai cittadini di San Salvo. «Si è trattato», dice l’avvocato Cerella, «di un raid punitivo avvenuto in pieno centro abitato e davanti ad un locale. Una vera e propria sfida alla legalità che ha creato non poca preoccupazione fra i residenti». (p.c.)
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