Agricoltori beffati, niente contributi statali
Il caso assicurazione per calamità naturali. Iarlori: noi costretti a versare anche la quota del Ministero
ORTONA. Gli imprenditori agricoli dovranno pagare l’assicurazione per calamità naturali totalmente, anche il contributo che spetta allo Stato e che da questo doveva essere anticipato. Sul piatto, c'è anche il contributo da parte della Comunità Europa che, però, è in arrivo.
I bollettini sono quasi in scadenza. A rendere nota la situazione di certo non piacevole di per sé, considerano i tempi così difficili, l'imprenditore agricolo ortonese (uva da vino), ex Confagricoltura, Giovanni Iarlori che in qualche modo si fa “portavoce” di un problema di portata nazionale e che lo riguarda anche personalmente. Del resto, Iarlori è sempre stato sensibile a queste tematiche e ci tiene a ricordare che tante battaglie per migliorare il settore agricoltura sono partite proprio da Ortona, tra i comuni più vitali d'Italia.
«Avevo sollecitato anni fa», ricorda Iarlori, «il senatore Coletti e il senatore Ronconi a modificare la legge che riguarda il fondo di solidarietà per l'agricoltura e, all'epoca, ci siamo riusciti. La proposta, con la consulenza legale dell'avvocato Alessandro Scarlatto, era passata e perciò era diventato più conveniente assicurare i propri campi coltivati, ma se oggi, invece, siamo costretti ad anticipare di tasca nostra la quota che, invece, dovrebbero essere versata dal Ministero delle Politiche agricole questa convenienza viene, purtroppo, a mancare e cpm danno per noi».
Quest'anno, infatti, lo Stato ha comunicato chiaramente che non potrà mandare il contributo, come ha quasi sempre fatto in questi anni, l'impegno è stato rimandato all'anno prossimo, con la legge di stabilità 2015.
«Il problema», evidenzia Iarlori, «è che noi abbiamo già rinnovato mesi fa le nostre assicurazioni, come sempre convinti di avere la copertura del Ministero e dell'Europa, un aiuto che ci alleggerisce il peso del pagamento del premio e tra pochissimo dovremmo corrispondere l'intero importo. E se ciò che è capitato quest'anno capiterà anche l'anno prossimo, si andrà all'accumulo? Tutto questo non deve più accadere anche perché il settore vive già di tante difficoltà con l'aggravante della crisi che ha colpito pesantemente tutti». L'imprenditore agricolo Iarlori si augura che questi anticipi non diventino una consuetudine e prova anche a suggerire una soluzione: «É chiaro che bisogna pagare, ma mi augurio che sia possibile rateizzare gli importi senza l’applicazione degli interessi, in modo che ci possano venire incontro. L'appello», conclude, «è rivolto alla politica, ai sindacati, a tutti gli interessati a questo importante problema». (l.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

