Agricoltori in piazza con i trattori accesi

30 Giugno 2015

Coltivatori protestano per le tasse elevate, l’inagibilità di strade rurali e l’assenza di politiche comunali a loro sostegno

ORTONA. Decine di motori accesi, strombazzate e volti arrabbiati. Ad Ortona la settimana si è aperta con la protesta degli agricoltori. Ieri, in piazza della Repubblica, i membri del comitato spontaneo agricoltori ortonesi si sono presentati con i propri mezzi agricoli per manifestare contro l'assenteismo e l'indifferenza della politica locale verso le problematiche che rischiano di bloccare lo sviluppo del settore. I rimostranti sono stati successivamente ricevuti in Comune dal sindaco Vincenzo D'Ottavio, affiancato dall'assessore ai Lavori pubblici, Domenico De Iure. La protesta si è consumata in un paio d'ore, dalle 11 circa, prima con i trattori parcheggiati in piazza e poi con il confronto tra i manifestanti e l'amministrazione. Dieci i punti principali su cui la manifestazione si è basata: il primo, quello più sentito, ha riguardato l'inagibilità di molte strade rurali con conseguente difficoltà a raggiungere i poderi per la lavorazione delle colture. Gli altri motivi elencati comprendevano «l'insopportabile carico fiscale proveniente dalla tassazione Imu, il caso ancora irrisolto della discarica di amianto, l'inopportuna tassazione sui passi carrabili per i fondi e imprese agricole, l'assenza di politiche comunali di sostegno al settore, l'assenza di azioni per favorire l’accesso al credito, l'incapacità dell'amministrazione di portare a termine i progetti relativi alla valorizzazione del territorio, dei fondi agricoli, del turismo enogastronomico e della pesca, la distrazione di risorse economiche per iniziative promozionali quali la partecipazione ad Expo anziché orientare i fondi disponibili verso le urgenze del territorio, l'apertura della classe politica verso la petrolizzazione del territorio e la mancanza di condivisione nello studio della perimetrazione del Parco della costa teatina».

«Il comitato nasce da un'esigenza di riportare la dignità adeguata in un territorio che ha fondato la propria economia con l'agricoltura» ha commentato Giannicola Di Carlo, ex assessore alle Politiche agricole del Comune di Ortona e uno dei promotori della manifestazione. «Abbiamo tremila famiglie che hanno dato sviluppo e creato occupazione in un territorio in cui, seppur possieda mille risorse, non c'è una strategia chiara e univoca». L'agronomo Vincenzo Aquilano, invece, ha donato al sindaco D'Ottavio vino, olio e pane, insieme ad una bomboletta di gas. Un gesto simbolico per chiedere alla politica locale e indirettamente anche regionale e nazionale, una maggiore chiarezza sulle intenzioni future: «La politica deve dare una risposta chiara», ha detto, «vuole che si continui a coltivare la terra e a curarla, oppure la si vuole solo sfruttare con estrazioni dal sottosuolo?»

Nella sala consiliare di Palazzo di Città, poi, è andato in scena il faccia a faccia tra l'amministrazione e gli agricoltori. Un dibattito animato e pieno di toni forti nel corso del quale il sindaco si è impegnato a far sì che in brevissimo tempo le strade rurali siano sistemate. I manifestanti ora aspettano riscontri concreti.

Alfredo Sitti

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