Agriturismo a fuoco, la solidarietà del paese

10 Gennaio 2023

Si contano i danni alla struttura ecosostenibile. Il sindaco Peschi: i titolari hanno fatto tanto per noi

CIVITALUPARELLA. È il giorno del silenzio a Civitaluparella, dopo il terribile incendio che ha mandato in cenere l'agriturismo ecosostenibile che stava sorgendo appena fuori dal paese. Il sogno del consigliere comunale Paolo Ricci e di sua moglie Simona Nicosia, titolari dell'azienda agricola “Colle del Nibbio”, era in realtà quello di tutto il paese, di avere finalmente una struttura ricettiva e di ristorazione per rimettere in moto l'economia di un borgo di appena 300 abitanti. C'è da superare il turbamento che ha colpito tutta la comunità alla notizia del rogo che domenica mattina ha incenerito l'opera in bioedilizia, struttura portante in legno massello e pareti fatte di paglia e materiali naturali.
In base a quanto ricostruito dai carabinieri di Quadri, intervenuti sul posto insieme a diverse squadre dei vigili del fuoco, il proprietario stava effettuando alcune lavorazioni con la fiamma ossidrica. Una scintilla avrebbe innescato il rogo. Ricci è riuscito a mettersi in salvo, ma non ha potuto fare niente per fermare le fiamme. Sono andati distrutti anche un autocarro e un escavatore.
Dopo i comprensibili momenti di choc e disperazione, i due «giovani contadini per scelta», come amano definirsi, dovranno trovare il modo di andare avanti, di rimettere in piedi il sogno della “casa di paglia”. Un progetto in linea con quelli che sono il loro lavoro e stile di vita, improntati a un'agricoltura sostenibile e a contatto con la natura. Per il progetto dell'agriturismo, nel 2020 la Regione aveva approvato la richiesta di finanziamento: la coppia aveva recuperato il rudere in pietra “Pagliaio Petrone” per trasformarlo in una casa di paglia interamente in bioedilizia. I lavori erano a buon punto, prima della disgrazia di due giorni fa. A Paolo e Simona non mancherà il sostegno del Comune e della comunità di Civitaluparella. Per il paese i due giovani hanno già fatto tanto. «Hanno puntato sul centro storico», dice il sindaco Loredana Peschi, «da cui tutti, notoriamente, scappano in cerca di comodità. Invece loro hanno aperto un minicaseificio in piena zona storica, dove anche portarci il latte per lavorarlo è scomodissimo. Anche per le capre hanno recuperato delle vecchie stalle al margine del centro storico».
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