Agriturismo a fuoco, un conto per gli aiuti

CIVITALUPARELLA. «Sette anni per un pugno di cenere». Paolo Ricci e sua moglie Simona Nicosia sintetizzano con queste parole quanto successo domenica scorsa, 8 gennaio, a Civitaluparella, dove un...
CIVITALUPARELLA. «Sette anni per un pugno di cenere». Paolo Ricci e sua moglie Simona Nicosia sintetizzano con queste parole quanto successo domenica scorsa, 8 gennaio, a Civitaluparella, dove un incendio ha mandato in fumo il loro sogno di un agriturismo ecosostenibile. «Per l’estate eravamo pronti ad ospitare i primi avventori nelle tre camere con spettacolare vista sulla Maiella e sui Monti Pizzi», scrivono sul sito della loro azienda, Colle del Nibbio, dopo giorni di silenzio, «l’80% dei lavori erano realizzati, buona parte del materiale necessario all’ultimazione era pronto in cantiere e a causa di un incendio accidentale ci ritroviamo solo un pugno di cenere».
Il sogno era nato nel 2016 con l'acquisto del rudere in pietra “Pagliaio Petrone”. Non un grosso progetto imprenditoriale, specificano Paolo e Simona che a marzo diventeranno genitori, ma «il desiderio di dare il proprio contributo alla crescita e valorizzazione di un intero territorio montano, difficile da coltivare, lontano da ogni circuito turistico e in un’area interna considerata “svantaggiata”». La spesa sarebbe andata oltre i 400mila euro per una struttura in bioedilizia, costruita con materiali naturali, soprattutto legno e paglia, e ad altissima efficienza. «Nonostante i fondi dei bandi europei, è stato necessario indebitarsi», spiegano ancora, «la Regione Abruzzo ci ha anticipato 125mila euro e abbiamo acceso dei mutui per 175mila euro. Totale 300mila euro». Una cifra a cui, in qualche modo, devono far fronte.
«In tanti ci hanno manifestato la disponibilità a sostenerci economicamente», dice la coppia, «e non possiamo nascondere la nostra necessità di dover accettare. Confidiamo nella Regione, affinché possa riconoscere il caso fortuito dell’incendio in modo da poter evitare la restituzione delle somme percepite, e nella banca. Ma abbiamo bisogno di molte risorse economiche per risolvere questa tragica situazione».
Così hanno aperto un conto, avviato una raccolta fondi sulla piattaforma “Produzioni dal Basso” e un account PayPal per chi vorrà fare donazioni. «Ogni piccolo o grande contributo per noi sarà un motivo in più per andare avanti», concludono Paolo e Simona. (s.so.)
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