Ai domiciliari un uomo del commando

Il tribunale accoglie la richiesta della difesa di uno dei romeni: sì agli arresti in casa ma con il braccialetto elettronico
LANCIANO. Sì ai domiciliari per uno dei rapinatori nella villa dei Martelli. Lascerà il carcere di Teramo, dove è rinchiuso dall’arresto avvenuto il 26 settembre 2018, non appena il braccialetto elettronico sarà disponibile: George Ghiviziu, 26 anni, uno degli autori della cruenta rapina nella villa dei coniugi Martelli-Bazzan il 23 settembre 2018, andrà agli arresti in casa. Il giudice Giovanni Nappi ha accolto la richiesta di sostituire la misura cautelare della custodia in carcere con gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico fatta dai legali di Ghiviziu, Paolo e Nicola Sisti. Una decisione che lascia impietrito il medico Carlo Martelli, pestato brutalmente durante la rapina: gli hanno rotto una vertebra cervicale, mentre alla moglie Bazzan hanno tagliato il padiglione auricolare. «Per me è presto», dice sconcertato il medico, «per una banalità burocratica passano anni prima di avere decisioni, qui stavamo per rimetterci la vita e c’è stata una velocità incredibile nel concedere i domiciliari a un bandito. Io non li ho visti in faccia, voglio dimenticare quello che è accaduto, ma così non riesco a farlo».
Gli avvocati Sisti hanno motivato l’istanza, depositata lunedì scorso, sulla base di valutazioni non inerenti la rapina in sé, quanto sul fatto che paiono attenuate le esigenze cautelari giustificative del carcere: non ci sarebbe più pericolo di fuga, di recidiva né di inquinamento delle prove. Se il procuratore capo Mirvana Di Serio, che per la gang romena ha chiesto pene dai 12 ai 18 anni, ha espresso parere negativo alla sostituzione del carcere con i domiciliari seppur con braccialetto elettronico, il giudice invece l’ha accolta. Nappi ha ritenuto valide le motivazioni giuridiche presentate dai legali: non c’è più rischio di inquinamento delle prove da parte di Ghiviziu; perché c’è stata già la sentenza di primo grado, in cui è stato condannato a 8 anni di reclusione, inoltre è reo confesso. Non c’è pericolo di recidiva; visto che l’attività criminosa si è interrotta con il carcere e tutti gli autori della rapina sono dietro le sbarre. Non c’è pericolo di fuga; perché l’uomo vive a Lanciano con la famiglia, ben integrata nel tessuto sociale, e inoltre il braccialetto elettronico permette di monitorarlo h24. Ed è proprio legata alla disponibilità del braccialetto la sua uscita dal carcere di Castrogno per gli arresti domiciliari. C’è una “lista di attesa” per avere il braccialetto e quindi potrebbero passare dai 15 ai 30 giorni prima che l’uomo possa tornare a casa a scontare la pena.
Sono passati solo 23 giorni dalla sentenza di condanna di Ghiviziu e dei complici: troppo pochi per i coniugi Martelli perché uno di loro possa tornare a casa, ai domiciliari. «È troppo vicino alla sentenza, avvenuta l’8 ottobre» dice Martelli, «esce dal carcere ancora prima dell’appello. Io avrei preferito non fossero concessi i domiciliari, li vedo esagerati nei nostri confronti, per la violenza subita, ma se la legge lo consente. Vorrei solo dimenticare, ma con tutte queste carte e richieste non riesco». A Ghiviziu considerato il palo della gang, l’autista, il giudice Nappi ha inflitto 8 anni di reclusione, mentre 15 anni e 4 mesi sono stati dati ad Alexandru Bogadan Colteanu, il braccio violento della gang, 11 anni e 4 mesi a Marius Adrian Martin, 10 anni a Ruset Aurel e Costantin Turlica, 9 anni e 4 mesi a Ion Turlica; 10 mesi, pena sospesa, a Gheorghe Traian Jacota accusato di favoreggiamento, proprio per la fuga di Ghiviziu, che poi si è consegnato ai carabinieri.
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