«Aiutiamo Gasbarri a rialzare la testa»

L’AduChieti raccoglie l’appello per l’artista malato e povero: pronti i manifesti per trovare fondi insieme ai negozianti
CHIETI. Pronti a scendere a fianco del pittore Luciano Gasbarri. La città comincia a mobilitarsi per sostenere un artista che ha reso celebre il nome di Chieti nelle gallerie di tutto il mondo ma che ora attraversa un difficilissimo momento di vita, oppresso dalla malattia e da problemi economici. La prima a mobilitarsi in maniera concreta è Concetta De Sanctis che ha messo in moto l’associazione culturale di cui è segretario, l’AduChieti, presieduta da Mariagrazia Del Grosso.
L’associazione ha intenzione di promuovere una colletta per raccogliere fondi da destinare all’artista caduto in disgrazia. Il manifesto dell’iniziativa è già pronto. C’è scritto che “il piccolo contributo di ognuno di noi o l’acquisto di una tela di Luciano, renderà gli ultimi passi della sua esistenza rispettosi della dignità a cui ha diritto ogni essere umano”. La De Sanctis ha intenzione di allargare la colletta soprattutto al contribuito dei commercianti. Nella riunione di ieri sera con gli esercenti aderenti a “Chieti Siamo Noi”, ha presentato il progetto della raccolta fondi, proponendo a ognuno dei partecipanti di esporre nei propri negozi, oltre al salvadanaio per la colletta, anche una tela del maestro. «Se Gasbarri possiede ancora dei quadri che ha realizzato», spiega la De Sanctis, «si potrebbe esporli nei negozi teatini, sia per ricordare che c’è una raccolta fondi per stare vicino a un artista che ha reso celebre la nostra città, sia per cercare di venderne qualcuno, così da racimolare ancora più risorse economiche da destinare al pittore».
Per uno dei suoi figli eccellenti, Chieti può diventare una sorta di museo diffuso, facendo da scenografia a una personale del maestro. Un modo per raccogliere fondi ma anche per far sentire la vicinanza della comunità teatina all’artista dimenticato dal mondo, lui che era stato alla ribalta delle cronache nazionali ed estere. Gasbarri ha esposto nelle gallerie d’arte delle capitali europee e non. Ha iniziato la sua esperienza artistica formandosi a Roma, dove è stati allievo di Giorgio De Chirico che ha continuato ad influenzare la sua esperienza artistica ben oltre le frequentazioni romane. «La città non può dimenticare Luciano Gasbarri», dice ancora la De Sanctis, «non può rimanere inerme in attesa che magari anche lo Stato italiano si ricordi di lui e gli assegni i benefici della legge Bacchelli, pensata proprio per aiutare gli artisti come è lui».
Esponente della corrente del neo impressionismo romano, Gasbarri ha fondato un movimento artistico tutto suo, l’Unionismo, che mette insieme tutte le esperienze artistiche maturate nel ’900. Adesso, però, non riesce più a dipingere. La malattia lo sta rendendo cieco, cammina a mala pena appoggiandosi a un bastone, vive in un appartamento che gli ha prestato un amico ma che prima o poi dovrà lasciare. Sembra che le istituzioni preposte abbiano avviato l’iter per la richiesta del vitalizio previsto dalla legge Bacchelli, ma, anche laddove dovesse essere concesso, potrebbe volerci molto tempo. Ora sopravvive con 600 euro al mese.

