«Aiutiamo questi profughi ma con i fatti»

Appelli per una vedova, senza lavoro e con tre figli: rischia il trasferimento allo Sprar di Messina
LANCIANO. «Non servono più parole, ma fatti. La Caritas e l’Ostello dei frati di San Francesco non possono ospitare questa famiglia per sempre. Lo Stato e chi ha promesso aiuto lo dia veramente perché da mesi non si è mosso nulla». È amareggiato il sindaco di Castel Frentano, Gabriele D’Angelo, per la situazione che sta vivendo la famiglia di profughi arrivati mesi fa dalla Libia e accolti prima a Castel Frentano e dal 12 aprile a Lanciano. La madre, Koraichi Saadia, vedova di 34 anni e i suoi tre figli, un maschietto di 3 anni e due femmine di 14 e 18 anni, dal 31 marzo vivono nell’Ostello dei frati a Lanciano e per quanto riguarda i pasti, invece, li aiuta la Caritas.
Il dramma della famiglia è iniziato a fine marzo quando ha perso il diritto di protezione internazionale ma mantenuto il diritto alla protezione umanitaria. «Ciò comporta il trasferimento in una struttura Sprar, sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati», dice Alba Manzi, mediatrice interculturale del De Titta, istituto scolastico che ospita Fatima, la ragazza 18enne, «ma quella di Pescara è piena e la prospettiva è uno Sprar di Messina. Ma mandarli lì significa metterli in pericolo di vita, come in pericolo sarebbero tornando in Libia».
Che cosa fare? Ieri al liceo De Titta si è parlato del futuro della famiglia. «Per ora sono ospiti dell’Ostello e della curia ma non possono starci per sempre», continua Manzi, «serve l’aiuto dei cittadini, di enti, che possano dare lavoro magari alla madre, come aiuto cuoca, assistete in una famiglia». La donna non parla bene l’italiano ma in Libia cucinava per i matrimoni. Dopo la morte del marito, ucciso, la casa è stata bombardata, e Saadia ha preso i figli e si è imbarcata per l’Italia. «Si sono trovati bene», dice D’Angelo, «i bambini a scuola si sono integrati ma ora tutto crolla per motivi burocratici, perché per lo Stato devono lasciare la città per Messina. Si sono fatte tante chiacchiere ma non sono arrivati aiuti concreti. Un mio consigliere fa la spola ogni giorno Castel Frentano-Lanciano-Castel Frentano per portare i bimbi alle scuole, vivono in un ostello grazie alla Caritas, ma è una condizione che non può durare in eterno. Abbiamo chiesto aiuto, anche di colmare le lacune burocratiche, ci hanno risposto dicendo che avrebbero fatto qualcosa ma in questi mesi nulla di concreto è arrivato». (t.d.r.)
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