«Aiuto, ho mal di pancia» E partorisce una bimba

26 Gennaio 2017

Arriva in ospedale con dolori all’addome: era all’ottavo mese di gravidanza Intanto la Asl esclude il rischio di legionella per chi sceglie il parto in acqua

VASTO. Arriva in ospedale per un mal di pancia e partorisce una bambina. La protagonista della insolita vicenda a lieto fine, una quarantenne del Vastese già mamma di un altro bimbo, ha dato alla luce una bambina di quasi 3 chili senza sapere di essere incinta. Mamma e figlia devono la vita al primario di Ostetricia e Ginecologia, Francesco Matrullo, al dirigente Vincenzo Biondelli (responsabile della Medicina della riproduzione), alle ostetriche e a tutta l’equipe del reparto. Il primario ha sottoposto la donna ad un cesareo d’urgenza evitando drammatiche conseguenze alla piccina e anche alla madre.

La neo-mamma era arrivata alla 33ª settimana di gestazione (ottavo mese) ma non si era accorta che nel suo corpo cresceva un’altra vita. Nessun sintomo, nessun problema. La creaturina è stata brava e tranquilla e non ha procurato alla sua mamma nemmeno una nausea. Alcune perdite ematiche erano state scambiate dalla puerpera per ciclo mestruale. Certo la pancia era cresciuta ma non in maniera tale da far sospettare una gravidanza. La signora non ha fatto alcun esame clinico né ha mai avuto sospetti. Il 23 gennaio, dopo aver accusato lancinanti dolori pelvici e all’addome, la quarantenne si è fatta accompagnare al pronto soccorso dell’ospedale San Pio. Era convinta di avere delle coliche o forse qualcosa di peggio e chiedeva rimedio al dolore. I medici del pronto soccorso che l’hanno sottoposta agli accertamenti hanno capito che la signora non aveva bisogno di un antidolorifico ma di un ginecologo ed hanno avvisato immediatamente i colleghi di Ostetricia e Ginecologia. Trasferita in reparto la donna è stata portata dopo pochi minuti in sala operatoria. Prima i medici hanno valutato sia le condizioni della madre che quelle della piccola stabilendo che la partoriente era arrivata alla 33ª settimana di gravidanza. La piccina era in evidente sofferenza ed era necessario farla nascere subito. La quarantenne ha raccontato che, nel periodo della gravidanza, non ha avuto alcun sintomo. Le perdite di sangue scambiate per ciclo ballerino sono passate in secondo piano e del resto il fatto non le procurava alcun fastidio. Provvidenziali sono stati i dolori. Talmente forti da spingere la signora a farsi portare in ospedale nonostante la viabilità disastrata. E così entrata al San Pio con il mal di pancia, fra qualche giorno uscirà con una bimba in braccio. Infinita la gratitudine della donna per i suoi soccorritori.

Intanto dalla Asl arrivano notizie positive e rassicuranti anche sui parti in acqua, che sarebbero immuni dal problema legionella. L’ospedale San Pio dispone di un impianto di sanificazione continua che utilizza perossido di idrogeno e ioni d’argento. I valori alterati erano stati individuati solo in impianti idrici dove c’è ristagno. In sostanza, rubinetti di bagni poco utilizzati. Non certo la vasca del reparto di Ostetricia sottoposta, in virtù del suo utilizzo, al doppio della sterilizzazione. L’ospedale di Vasto da 15 anni consente alle donne di decidere di partorire nell’acqua. Una scelta che permette di contenere il dolore durante il travaglio e durante il parto, e che consente alla donna di assumere la posizione che più le è naturale. Le future mamme potranno continuare a farlo con tranquillità. Le gestanti che frequentano i corsi di preparazione tenuti dal personale del reparto decidendo le modalità acquatiche possono stare quindi tranquille. Nel Vastese sono molte a scegliere il parto in acqua. E potranno continuare a farlo serenamente.

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