Aiuto sanitario e sociale, patto tra Asl e Comuni

10 Febbraio 2019

Villa Santa Maria. Firmata la convenzione per l’assistenza ai pazienti “fragili” Orsatti: così diventa istituzionale il controllo e la presa in carico di chi ha bisogno

VILLA SANTA MARIA. Siglata la convenzione tra la Asl Lanciano-Chieti-Vasto e l'Unione montana dei Comuni del Sangro per l’organizzazione e la gestione delle attività di integrazione socio-sanitaria. Il documento, sottoscritto nella sede dell’Unione alla presenza di numerosi sindaci, sancisce la cooperazione delle parti nell’ambito dell’assistenza sociale e sanitaria, da prestare in forma integrata al fine di assicurare qualità e uniformità nei 33 comuni dell’area Basso Sangro-Trigno coinvolti nella “Strategia nazionale per le aree interne”. Punto nevralgico di tutto il sistema sarà una “Centrale operativa di cure tradizionali” situata nella sede del Patto territoriale Sangro-Aventino: il luogo dove avviene la presa in carico congiunta della persona da assistere dopo averne valutato il bisogno. In sostanza la centrale rappresenta la cabina di regia di tutti i servizi territoriali, sia di tipo sanitario sia sociale, che consente di costruire un percorso assistenziale su misura in base alle necessità del singolo. Così se un soggetto “fragile” è costretto, per esempio, a un ricovero per il riacutizzarsi della patologia, o si procura una frattura, viene intercettato dalla centrale, collegata agli ospedali, che ne segue la degenza e attiva, già prima della dimissione, tutto il percorso successivo come l’assistenza domiciliare, il trasferimento in Rsa o in struttura riabilitativa o al proprio domicilio, coadiuvato da un supporto di tipo sociale qualora il contesto familiare lo richieda.
Insomma l’obiettivo è accompagnare i pazienti “fragili” nel passaggio, nella transizione nei luoghi di cura, così da garantire a ciascuno un setting assistenziale appropriato, per approdare a migliori risultati in termini di salute. E l’integrazione con la parte sociale diventa preziosa per garantire a un paziente fragile condizioni di vita e di salute adeguate.
L’attività della centrale è strettamente connessa agli ospedali e alle altre strutture sanitarie aziendali, e in particolare agli ambulatori della fragilità già attivi, che rappresentano i terminali sul territorio e tengono i contatti con i pazienti. La percentuale di ultra 65enni è in aumento, si concentra maggiormente nelle aree interne e si ricovera più spesso in ospedale, diversamente dalla parte “fragile” seguita dagli ambulatori dedicati, che invece in corsia ci finiscono meno. Ugualmente accade con il consumo di farmaci.
Ecco i numeri: nei distretti del Sangro-Aventino, Alto Vastese, Guardiagrele e Lanciano gli over 65 sono 43.861, di cui 7.237 residenti nelle aree interne, pari al 16%. I “fragili”, affetti da patologie croniche, in totale sono 10.041, di cui sono stati presi in carico 2.706 residenti nelle aree interne. Dal monitoraggio effettuato negli ultimi due anni, è emerso che la spesa per i ricoveri ospedalieri, riferita ai “fragili” delle aree interne seguita dagli ambulatori dedicati si è ridotta in media di 14.180 euro ogni mille abitanti, come pure la spesa farmaceutica è scesa di 12.338 euro ogni mille abitanti.
«Sono dati riferiti a un periodo ancora breve e limitati a una sperimentazione», sottolinea il direttore sanitario aziendale Vincenzo Orsatti, «che però indicano con chiarezza una tendenza e il percorso da seguire. La firma della convenzione ci permette di istituzionalizzare un’attività di monitoraggio e presa in carico e mettere a regime un sistema che si è già dimostrato efficace».
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