Al Comune gli appartamenti confiscati

Le due case in pieno centro storico consegnate al sindaco: ospiteranno l’avvocatura e uno sportello per i cittadini
LANCIANO. Prima un terreno e un fabbricato, ora due appartamenti che valgono oltre 400mila euro. Il Comune amplia il suo patrimonio grazie ai beni confiscati alla criminalità e utilizzati per fini sociali.
Ieri mattina Giovanni Di Battista dell’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità ha consegnato le chiavi dei due alloggi da 120 metri quadri totali al sindaco Mario Pupillo, alla presenza del responsabile del Patrimonio del Comune Antonio Iezzi, chiudendo un percorso avviato nel 2014 quando il tribunale di Chieti fece sequestrare in modo preventivo le case ad un uomo finito in un’inchiesta di usura addirittura nel 2011. Sequestro che divenne definitivo nel febbraio 2016. Dopo un lungo iter burocratico nel luglio scorso il Comune ha risposto alla manifestazione di interesse fatta dalla Prefettura dell’Aquila per i due appartamenti al secondo piano del palazzo nella centralissima via degli Abruzzi, parallela di corso Trento e Trieste, perché potessero essere messi a disposizione dei cittadini. Spazi da sei vani facilmente accessibili dagli utenti e comunque non lontani da palazzo di città da destinare all’avvocatura. «È un bel giorno per Lanciano e i cittadini», commenta il sindaco «che riottengono qualcosa di cui la criminalità li aveva privati. La giustizia ha i suoi tempi ma alla fine prevale sempre. I due alloggi dal valore di 404.500 euro (uno più piccolo di 145.880 euro e l’altro da 258.620 euro) ospiteranno gli uffici dell'avvocatura comunale che lasceranno i locali in via dei Frentani all’ufficio Urp, confinato oggi al secondo piano del palazzo municipale. Gli utenti avranno un duplice vantaggio con due uffici raggiungibili con più facilità. Offriremo così un servizio migliore. Chiudiamo un percorso partito con l'allora procuratore Francesco Menditto». Che aveva permesso al Comune di ottenere altri beni confiscati ad una persona condannata per concussione: un terreno a Villa Andreoli di 760 metri quadrati, con un rudere di 200 metri quadrati, del valore complessivo di 125.000 euro. Dal terreno si ricavarono sei orti, che ad oggi però, dopo aver attraversato varie vicissitudini – tra cui l’abbandono di due appezzamenti curati dai ragazzi del Cas (Centro d'accoglienza straordinaria per migranti) chiuso mesi fa – non versano tutti in ottime condizioni. Il fabbricato, invece, è ancora pericolante perché occorrono oltre 100mila euro per sistemarlo e al momento ci sono altre priorità.
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