Al Marrucino l’orchestra delle tradizioni

9 Gennaio 2016

Anche il vescovo Forte sul palco per dire bravi ai musicisti di Canci e allo scrittore Di Carlo

CHIETI. ''Gesù Bambine nasce - suggestioni e melodie del Natale abruzzese'', lo spettacolo musicale tratto dal libro di Enrico Di Carlo "Il Presepe dell'Anima", riceve applausi al Marrucino. Protagonista sul palcoscenico l' Abruzzo EthnOrchestra, fondata e diretta da Mario Canci, che si propone come chiaro punto di riferimento della cultura musicale popolare abruzzese. I musicisti che compongono Abruzzo EthnOrchestra sono: Mario Canci, Fabio D'Orazio, Marco Giacintucci, Giuliano Angelozzi, Zenone Benedetto, Mariarita D'Orazio, Luca Matani, Alessandra Rapposelli e il Coro Terra D'Abruzzo. Lo spettacolo "Gesù Bambine Nasce" prende nome dall'incipit di un canto tradizionale di questua natalizia di autore anonimo abruzzese.

Illustra la nascita de "Lu Bambinelle" come la si viveva un tempo negli antichi Abruzzi, i cui echi sonori sono ancora oggi presenti fra le pieghe della nostra cultura, ricca di accenti dialettali. La narrazione inizia con le origini del presepe abruzzese, arricchita da alcuni cenni storici che riconducono inevitabilmente l'autore Enrico Di Carlo a ricordo dell’annuale rito della posa in opera del proprio presepe domestico.

Vengono così riproposte attraverso la memoria di noti scrittori scene di vita reale vissute nel tempo passato arricchite da un delizioso monologo teatrale di matrice popolare come dalla suggestiva interpretazione di una leggendaria epifania abruzzese. Partendo dall'angelico annuncio a Maria con le novene portate casa casa dagli zampognari, per arrivare a descrivere in modo caratteristico la scena del presepe e la finale ricca epifania, è stata così raccontata la natività di Gesù in chiave musicale attraverso canti e brani strumentali antichi e di nuovo conio. Pastorali ninne nanne, orazioni sia di tradizione orale che colta, si alternano in emozionanti giochi sonori.

Un percorso natalizio fra le Genti d'Abruzzo attraverso musiche capaci di evocare antichi ricordi e di produrre nuove sensazioni. Gli strumenti utilizzati sono stati quelli del nostro territorio: zampogna, Pippero, flauti pastorali, organetto diatonico, chitarra, battente arricchito dal timbro degli archi. E sul palco del Marrucino è salito anche l’arcivescovo Bruno Forte per dire grazie agli artisti che recuperano le radici della storia abruzzese.