Al museo arriva “Il caso Senekè”

L’incontro sulla vita dell’artista teatina per combattere la disparità di genere
CHIETI. Valorizzare e far conoscere l’arte e le opere di compositrici affermate ma che hanno dovuto lottare contro gli stereotipi di genere. Nasce così l’incontro organizzato ieri al museo Barbella “Risuona. Musica al femminile fra 800 e sala da concerto. Il caso Senekè” e promosso dalla Fidapa (Federazione italiana donne anti professionisti affari) di Chieti, con la collaborazione di Identità musicali e Ensemble Baccano, il patrocinio del Comune e il contributo del Banco di Napoli. «Le socie di Fidapa Chieti hanno voluto inserire questo evento all’interno del mese di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne perché la violenza assume svariate forme», spiega Patrizia Politi, referente del progetto, «calpestare il talento delle donne, le loro naturali inclinazioni, le loro legittime ambizioni rappresenta una forma di violenza più sottile ma non meno dolorosa». Le musiciste Medea Kalantarava (violino), Maria Margherita Paci (violoncello) e Laura Sebastiani (pianoforte) hanno suonato le note di Clara Wieck Schumann e Teresa Senekè. «Vogliamo valorizzare e riscoprire le musiciste e compositrici, sia note che meno note», continua Politi, «Senekè è stata una illustre compositrice teatina nata del 1948 e morta a soli 27 anni. Scrisse la musica per un dramma in tre atti che venne messo in scena al teatro Argentina di Roma». Presenti tra il pubblico anche il vicesindaco Paolo De Cesare e la consigliera Barbara Di Roberto. Tra le prime file anche il maestro Giuliano Mazzocante che ha annunciato un concorso musicale per le musiciste, organizzato da Fidapa e intitolato a Senekè, che sarà inserito nel cartellone del Maggio teatino. Collegato in videochiamata Alfredo Bruno, direttore d’orchestra e presidente di Identità musicali, si è soffermato sulle discriminazioni delle donne nel campo musicale. (e.g.)

