Al primo posto la necessità di trovare lavoro

I docenti commentano la classifica delle università al top nelle prospettive occupazionali: Chieti non c’è
CHIETI. Questa volta hanno avuto meno tempo per presentarsi, solo 5 minuti, contro i 10 dei due precedenti incontri. Gli studenti, che hanno organizzato il dibattito di ieri con i sei candidati rettori hanno subito voluto andare al sodo, alla parte, cioè, delle domande agli aspiranti rettori. Ma mentre Michele Rea (li citiamo nell’ordine in cui hanno parlato), Luigi Capasso, Paolo Fusero, Sergio Caputi, Stefano Trinchese e Rino Stuppia, cercavano di sintetizzare le informazioni da dare ai 32 membri della Consulta studentesca che hanno diritto di voto, aleggiava nella sala l’eco di una classifica di Repubblica con i 40 atenei italiani che assicurano i migliori posti di lavoro ai loro laureati. A metà classifica c’è l’università dell’Aquila. La D’Annunzio è fuori classifica. Il primo a tirare fuori l’argomento è Rea, poi ne parlano anche gli altri, ma è Capasso che lo commenta con parole che pesano: «Vuol dire che abbiamo lavorato male». Per il resto, tutti i candidati hanno fatto capire ai ragazzi cosa vogliono fare da rettore. Rea vuole «rivedere l’attrattività dell’ateneo e migliorare i servizi studenteschi: dagli spazi didattici, all’orientamento in uscita». Capasso ha pensato ai nuovi 35mila posti di lavoro per medici di medicina generale a cui si potrà accedere a breve, proponendo convenzioni con la Società scientifica di medicina generale per agevolare gli studenti della D’Annunzio. Fusero ha parlato di una «immagine da ricostruire da parte dell’ateneo», della volontà di sanare una serie di «disfunzioni come le carenze strutturali che ci sono in entrambe le sedi, ma soprattutto in quella pescarese, ai problemi di spazi per la didattica». Caputi vuole trovare «maggiori connessioni con il mondo del lavoro, non solo con Confindustria, ma anche a livello internazionale» e ha annunciato di volersi far affiancare da un «prorettore alla didattica» che sarà, ha detto, «il prorettore degli studenti». Trinchese ha puntato il dito contro il «bello che non funziona, come il campus teatino, dove i servizi agli studenti non funzionano». Stuppia ha annunciato di volere una «carta dei diritti dello studente, tra cui c’è anche quello di esprimere valutazioni sui docenti» e ha ricordato che il suo dipartimento «ha deciso di spendere i fondi per la didattica insieme agli studenti». (a.i.)

