Al progettista del Megalò l’incarico per il resort

San Vito: la fase di competenza del Comune è terminata, la palla passa al privato Pagliaroli ingaggia l’ingegnere Merlino per il piano esecutivo della mega struttura
SAN VITO. «Il compito del Comune, con l’approvazione del piano di lottizzazione di Colle Foresta, ora è ultimato. La palla passa prima alla conferenza dei servizi e poi al privato, che può iniziare a costruire l’opera». L’assessore a turismo, ambiente e urbanistica, Luigi Comini, annuncia la fine, a livello di atti burocratici spettanti al Comune, del lungo iter per la realizzazione del San Vito Resort Village. La struttura ricettiva a cinque stelle da 420 posti letto, piscine, spa, sale convegni, ristoranti e campi sportivi, che la Pagliaroli Group intende realizzare su Colle Foresta dal 2007, da quando cioè acquistò il terreno che era agricolo. Anni di lotte e burocrazia per far diventare il terreno da agricolo a turistico-ricettivo con una variante al piano regolatore che ha portato anche la giunta, alcuni consiglieri e la stessa Pagliaroli in tribunale (assoluzione piena per abuso d’ufficio). Nei giorni scorsi la giunta ha approvato il piano di lottizzazione portato in consiglio il 30 ottobre 2015, respingendo l’unica osservazione al piano pervenuta, quella del gruppo consiliare San Vito Bene Comune. «L’osservazione è stata respinta con parere motivato dal tecnico comunale responsabile del procedimento, Corrado Verì», spiega Comini, «e ora la competenza comunale è finita. Ci sarà la conferenza dei servizi, con enti come la Regione che però hanno dato parere favorevole in passato, poi la commissione regionale di Valutazione impatto ambientale analizzerà il progetto architettonico. Infine, toccherà al privato chiedere la concessione edilizia, sempre se intende andare avanti».
«Certo che vado avanti», dice l’imprenditore Gianni Pagliaroli, «ho anche affidato il progetto esecutivo all’ingegnere Domenico Merlino (che ha già realizzato Megalò e l’outlet Città Sant’Angelo Village, ndc). Nonostante gli anni e le lungaggini burocratiche resto fermo nella volontà di andare avanti». Il progetto deve rispettare parametri imposti dal Comune e dalla Valutazione ambientale strategica, come le altezze degli edifici che non devono superare i sette metri. «Gli edifici saranno anche più bassi», spiega l’ingegnere Merlino, «e saranno fatti da materiali ecocompatibili. C’è massima attenzione per il verde e rispetto per un ambiente bellissimo. Le strutture saranno il meno possibile impattanti. Il resort sarà fatto da due blocchi, uno proprio alberghiero e uno dedicato ai servizi, legati tra di loro perché la struttura deve vivere l’interno anno. Ci sarà una parte dedicata alle attività sportive e la quota verde è stata estesa. Ci sarà il cordolo di verde sul versante dell’area Sic, del Fosso delle Farfalle, ma in tutte le aree verdi saranno ricostituiti gli habitat naturali mediante l’utilizzazione di specie vegetali autoctone e non invasive». Sui 20 ettari a disposizione circa otto saranno quelli occupati dalle strutture.
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