«Al Pronto soccorso fa freddo»

16 Dicembre 2018

Ospedale Renzetti, il sindacato Fials protesta: altro che stanza calda, ci sono 4°

LANCIANO. Porte aperte, temperature gelide: quella del Pronto soccorso dove entrano le ambulanze non è la cosiddetta “camera calda” e così la Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità) diffida la Asl affinché metta subito a norma la struttura. Dovrebbe essere la camera calda del pronto soccorso dell’ospedale Renzetti, lo spazio in cui avviene il passaggio di consegne del paziente dagli operatori del 118 a quelli del Pronto soccorso in una situazione di confort termico e climatico, invece è una stanza freddissima. Le porte sempre aperte la rendono -soprattutto in questo periodo- gelida creando delle difficoltà secondo il sindacato, sia per i lavoratori che per i pazienti. «Il locale camera calda del Pronto soccorso così com’è», dice Camillo Vitelli, segretario provinciale Fials, «è potenzialmente dannoso per la salute di tutto il personale in servizio e per l’utenza che vi accede. Le porte di accesso al locale, nuovissimo (inaugurato ad aprile 2018, ndc) restano sempre aperte, per problemi alle fotocellule e ogni volta che il personale deve intervenire è costretto a passare da una temperatura interna del Ps di circa 18-20 gradi a quella del locale che dovrebbe essere grossomodo la stessa, invece è di 3-4°. Non c’è quindi quel comfort termico e climatico che richiede la struttura e si lavora come se si fosse all’aria aperta. Chiediamo come mai si sia dato parere favorevole nella fase di collaudo (necessaria per la messa in opera) se la porta automatizzata non si apre quando un veicolo deve uscire e quindi bisogna lasciarla aperta per forza. E come mai i lavori di sistemazione della fotocellula, in fase di uscita del veicolo, non siano stati effettuati immediatamente o comunque nei mesi estivi scorsi». Da qui la diffida alla Asl ad intervenire per mettere in sicurezza il locale. L’azienda sta già lavorando per risolvere il problema. Si stanno inoltre ultimando i lavori per completare le due sale per le emergenze, di cui una operatoria, nella parte nuova del Pronto soccorso. Un lavoro biblico quello del Pronto soccorso che ogni giorno accoglie circa 120 utenti, progettato fin dal 2007 e iniziato nel 2011. Anni in cui si è costruita un’ala nuova di 300 metri quadrati (costata 1,575,000 euro), ristrutturata quella vecchia ora aperta ai codici rossi (427,000 euro), e creata l’osservazione multidisciplinare, (260,000 euro) dotata di 9 posti letto che evita barelle in corsia e reparti con ricoveri impropri. L’ultimo sforzo è ultimare le due sale e cambiare le fotocellule.
Teresa Di Rocco
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