Al Renzetti parti dimezzati in nove anni

Erano mille nel 2008, oggi sono 583: 87 in meno dello scorso anno malgrado la chiusura del punto nascita di Ortona
LANCIANO. Sempre meno parti al Renzetti. Nell’anno appena concluso solo 583 bambini hanno visto la luce nel reparto diretto da Antonio Di Francesco. Un numero molto basso, che si inserisce nel trend negativo degli ultimi 4 anni. Lontani i fasti del 2008 con 1.004 bimbi nati, boom favorito anche dalla chiusura dei punti nascita degli ospedali di Atessa, Castel di Sangro e Guardiagrele. Poi la crisi economica ha contribuito alla sempre minore natalità, in tutta Italia. Dal 2014 il reparto si era attestato sui 650 parti annui (670 nel 2016, 87 in più di quest’anno), che non sono stati superati lo scorso anno nemmeno con la chiusura di un altro punto nascita, quello di Ortona. I parti “ortonesi” sono stati una trentina, pochissimi rispetto alle aspettative. Eppure l’unità dal punto di vista della sicurezza non ha pecche: guardia anestesiologica e sala operatoria h24, assistenza pediatrica h24, presenza del servizio Stam, l’ambulanza per soccorrere le donne che hanno problemi nel momento del parto, e Sten per il trasporto del neonato prematuro a Chieti. «Il reparto ha anche ottenuto il bollino rosa», precisa il primario, «segno che la qualità dell’attività è alta». I bollini rosa sono attribuiti dall’Osservatorio nazionale sulla salute donna agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne. Nel reparto, infatti, la donna è seguita in modo diretto, anche con appuntamenti per visite fatte direttamente nell’unità dove si eseguono centinaia di interventi ginecologici. Che pure sono diminuiti visto il taglio delle sedute operatorie: da giugno al 16 novembre la Ginecologia ha perso il 66% delle sedute; questo ha portato a modificare gli interventi dando priorità a quelli oncologici. Il fatto che nascano sempre meno bambini al Renzetti può essere ricondotto anche al comfort alberghiero: toppe al pavimento in amianto e stanze antiquate non invogliano a partorire qui. Ma i lavori di ristrutturazione dovrebbero iniziare a breve. La Asl a giorni aggiudicherà definitivamente la gara alla Pangea Consorzio Stabile per il rifacimento dell’unità: stanze di degenza, ambulatori, sala parto, pavimentazione. Se non ci saranno ricorsi, potrebbe essere l’anno del rilancio per l’unità che, comunque, non rischia la chiusura. «La programmazione regionale», spiega l’assessore alla sanità Silvio Paolucci, «prevede il punto nascita a Lanciano, sul quale abbiamo investito 5 milioni di euro. L’unità rispetta tutti i parametri di sicurezza e non è a rischio chiusura: lo sarebbe se fosse sotto i 500 parti per tre anni di seguito. La Regione ha fatto la sua parte, tocca ora alla Asl e al personale invertire questo trend».
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