Al via la Settimana santa Concerti, Incappucciati e consorelle in preghiera

22 Marzo 2024

Tra le novità la lettiga del Cristo morto, passata da 250 a 150 chilogrammi Il priore Sabella: è il lavoro di un anno intero per il periodo più importante

LANCIANO. I 12 novizi che con l’ingresso nell’Arciconfraternita domenica 24 marzo portano nuova linfa a tradizioni plurisecolari; i concerti, con la musica che si fa preghiera anche a lume di candela a Santa Lucia e in cattedrale e il suono delle raganelle e i misere a riecheggiare tra vicoli del centro; le processioni, quella degli Incappucciati il giovedì sera e quella dell’effigie del Cristo morto il venerdì, con il Cireneo che a piedi scalzi porta la pesante croce in legno e racchiude in sé il significato della passione. Sono i riti della Settimana santa presentati ieri dall’Arciconfraternita morte e orazione di San Filippo Neri.
«Lavoriamo l’intero anno per la settimana per noi più importante», dice il priore Raffaele Sabella, «mescolando tradizione e novità. Quest’anno sono due. La prima è la realizzazione della nuova lettiga per il trasporto del Cristo in processione il venerdì santo. Se ne è voluto alleggerire il peso da 250 chili a 150, perché impediva a molti confratelli di partecipare attivamente alla processione. Una lettiga frutto di donazioni, realizzata, con il benestare della curia, dal rinomato maestro Paolo Ricchiuti di Bisceglie». «Un lavoro non facile», dice Ricchiuti, «mi sono ispirato all’effigie del Cristo che è magnifica, ai racconti dei confratelli, a una vecchia bozza dell’ingegnere Filippo Sargiacomo e ai progetti dei lampioni processionali realizzati a Pollenza nel 1996. La lettiga è intagliata a mano in legno di tiglio, arricchita da foglie di acanto dorate. Ha richiesto 5 mesi di lavoro». Anche il manto della bara è rinnovato: è in velluto nero con frange e galloni provenienti dai laboratori vaticani e il ricamo fatto da una suora di Atessa. «La lettiga mostra l’impegno e la devozione della comunità nella celebrazione della passione e morte di Cristo», precisa Sabella.
«La seconda novità è il ritorno di una tradizione del 1826 secondo la quale il venerdì santo le donne dell’allora confraternita della Desolata confortavano la Madonna Addolorata con le preghiere; venerdì, alle 12, ci sarà l’“esercizio devoto” delle consorelle a Maria Addolorata nella chiesa di Santa Chiara, accompagnate dal coro di voci bianche del Comprensivo Mario Bosco di Lanciano e dell’Accademia Mellianum di Miglianico”. Presente anche la banda di Furci.
Ma sono la musica e soprattutto le processioni il cuore di 416 anni di riti. «I concerti sono andati in crescendo negli ultimi 15 anni», spiega il maestro Andrea Di Mele, «perché la musica avvicina alla fede. Lunedì 25, alle 21, ci sarà il concerto candlelight, nella chiesa di Santa Lucia, con la sinfonia “Al santo Sepolcro” di Vivaldi e lo Stabat mater di Pergolesi. Mercoledì, alle 21, in cattedrale, l’audizione delle composizioni del maestro Francesco Paolo Bellini. Corale e orchestra dell’Arciconfraternita, maestro del coro Giuseppe Casciato». Poi il giovedì santo, nel pomeriggio, l’apertura del sepolcro a Santa Chiara e alle 22 la processione degli Incappucciati, un momento di grande significato e sacralità, con circa 200 confratelli che sfilano coi volti coperti in segno di penitenza e vergogna per il peccato commesso e di uguaglianza di fronte a Dio. E il venerdì, alle 19, la solenne processione dell'effigie del Cristo morto per le vie cittadine che, come ricorda don Angelo Giordano, vicario del vescovo, «è l’emblema dell’uomo che soffre di oggi, un uomo a cui sono vicini la confraternita e la Chiesa».
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