Al via la Settimana Santa Tornano i riti secolari con rassegne e concerti

Il sindaco Paolini: così esaltiamo storia e identità della nostra comunità Il priore Sabella: i 12 novizi linfa vitale per continuare con le tradizioni
LANCIANO. «La Settimana santa fa parte della nostra storia, delle nostre tradizioni, della nostra identità»: così il sindaco Filippo Paolini commenta l’avvio oggi, con l’ingresso dei novizi, dei riti della Settimana santa dell’Arciconfraternita morte e orazione di San Filippo Neri. Riti secolari che, passando tra mostre e concerti, raggiungeranno l’apice dell’emozione e della partecipazione popolare nelle processioni: quella degli Incappucciati il giovedì sera e quella dell’effigie del Cristo morto il venerdì dove ci sarà una nuova lettiga in legno; entrambe hanno al centro la figura del Cireneo, il confratello di cui solo il priore conosce l’identità, che a piedi scalzi porta la croce e il peso della passione.
PALME E NOVIZIInizia oggi, Domenica delle palme, la Settimana santa, con alle 10 la messa a Santa Chiara e poi alle 18 il rito di vestizione e professione dei novizi. «Quest’anno saranno 12 i novizi, 7 nuovi confratelli e 5 consorelle. Si aggiungono ai 320 confratelli e consorelle già presenti nel sodalizio», ricorda il priore Raffaele Sabella. «I nuovi ingressi per noi sono linfa vitale per assicurare il proseguo di tradizioni secolari stando però al passo coi tempi». «Si spera sempre nei novizi per proiettare la confraternita verso il futuro, mantenendo salde le tradizioni non solo religiose della città», aggiunge Paolini. I novizi con la vestizione di oggi, cerimonia presieduta dal vescovo Emidio Cipollone, chiudono un percorso di preparazione di un anno. «L’abito ha un significato», ricorda il priore, «è simbolo di devozione, penitenza e impegno di vita migliore».
I CONCERTIE da domani iniziano gli appuntamenti legati alla musica. «Chi canta prega due volte diceva Sant’Agostino», afferma il maestro Andrea Di Mele, «e infatti la musica avvicina alla fede. Qui non è semplice melodia, ma emozione». Domani alle 21 ci sarà il concerto candlelight, a lume di candela, nella chiesa di Santa Lucia, con la sinfonia “Al santo Sepolcro” di Vivaldi e lo Stabat Mater di Pergolesi. Mercoledì alle 21 in cattedrale l’audizione delle composizioni del maestro Francesco Paolo Bellini. Corale ed orchestra dell’Arciconfraternita. Ci sono poi i miserere di Masciangelo e Bellini eseguiti quest’anno dalla banda di Furci a riecheggiare tra i vicoli del centro storico e ad entrare nel cuore delle persone durante le processioni.
LA MOSTRAC’è anche una mostra d'arte sui riti della settimana santa all’Auditorium Diocleziano organizzata dall’associazione "Amici di Lancianovecchia" con il Comune e l'Arciconfraternita. “Ecce Homo" è il titolo dell’esposizione, gratuita, aperta fino al 7 aprile (orari 9-13 e 16-19.30), con opere d’arte legate alla passione e morte di Gesù. Tra gli artisti ci sono Aldo Angelucci, Beppe Candeloro, Antonio Di Campli ed Emanuela Pancella. Ci sono opere provenienti da una collezione privata ispirate ai grandi capolavori dell’arte italiana dal 1300 al 1600 e la riproduzione del Golgota realizzata dal cavaliere Vitaliano Di Virgilio. Video e immagini raccontano i riti tra cui l’allestimento del sepolcro, la processione degli Incappucciati e quella solenne del Venerdì santo, curati da 416 anni dall’Arciconfraternita. Infine il coro "Pierino Liberati" di Castel Frentano martedì 26, alle 18, nell'auditorium, eseguirà i canti della passione tramandati dalla tradizione abruzzese.
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