Al Vico il potere del piccolo Leone

La scrittrice Mastrocola presenta il romanzo: credere in qualcosa è decisivo
CHIETI. «Vengo sempre volentieri in Abruzzo. È la terra di mio padre e, in ogni caso, i ritorni restano comunque importanti». Così la scrittrice Paola Mastrocola nella sala Manzini del Convitto nazionale Vico per la presentazione di “Leone”, suo ultimo romanzo, in un incontro organizzato dall’associazione Noi del G.B.Vico in collaborazione con il liceo classico, presieduto da Paola Di Renzo, e la libreria De Luca.
Nata a Torino da madre piemontese e padre originario di Guardiagrele, la Mastrocola, ex insegnante, è autrice di libri, romanzi, saggi e raccolte di poesia dove il mondo dei ragazzi e quello della scuola appaiono spesso al centro della scrittura.
Nell’occasione, Mastrocola ha scritto un romanzo sul potere dirompente del credere in qualcosa. Il piccolo Leone ha 6 anni ed ogni tanto, magari senza un’apparente ragione, si mette a pregare nei luoghi più vari. Lo fa perché ha paura, perché desidera, perché si sente solo dopo la morte della nonna? Sua madre, non credente, continua a interrogarsi sulla stravagante circostanza mentre vive la sua vita frenetica di donna separata, completamente presa dal lavoro e dalla quotidianità. Leone intanto prega e le cose che chiede, in parte, finiscono per concretizzarsi. Si sarebbero comunque avverate? E quanto conta il filo segreto che lega una nonna al nipotino? L’unica certezza è che intorno il mondo cambia, e nessuno sarà più com'era. A dialogare con l’autrice, che nel saggio “Togliamo il disturbo” denunciò a suo tempo la deriva cui è andata incontro la scuola, lo smarrimento che investe la figura dell’insegnante e le pressioni sociali sbagliate delle quali sono oggetto i giovani, Stefano Marchionno, presidente dell’associazione “Noi del G.B. Vico”, mentre le letture sono state curate da Antonella De Luca. (g.ren.)

