Albergo nell’ex De Giorgio «No a un altro scempio»

L’opera che andrà a bando solleva dubbi soprattutto per il parcheggio interrato Nasuti (Fai): «Scavi in zona archeologica». Domani si decide sui lavori al De Titta
LANCIANO. Dubbi sul progetto di trasformare in albergo a tre stelle l’ex scuola De Giorgio e il campetto antistante in un parcheggio interrato con cento posti auto, metà per i turisti, metà per i residenti. Il bando, che metterà a gara la realizzazione in project financing dell’opera da oltre cinque milioni di euro, uscirà in settimana ma c’è chi già pone dubbi sulla sua fattibilità, soprattutto su quella del parcheggio in una zona archeologica. A lanciare l’allarme e a voler vederci chiaro nel progetto sono alcuni cittadini, in particolare Umberto Nasuti, architetto, vice presidente del Fai e presidente dell’associazione Sant’Egidio. «A sollevare enormi perplessità non è tanto la riqualificazione in sé del De Giorgio», spiega Nasuti, «perché per come è diventato oggi non è certo un bel biglietto da visita per la città, ma non credo che trasformarlo in un hotel sia il massimo. Inoltre grandi dubbi li solleva la decisione di crearvi davanti un parcheggio interrato. È uno scempio scavare in una zona archeologica -e che sia archeologica lo dice il piano regolatore non io- e crearvi volumetrie incredibili: circa 1.600 metri cubi di fabbricato per un parcheggio che per metà sarà destinato ai residenti che, invece, potevano avere un’area dietro la sede Asl in via Righi (terreno ceduto all’Ater, ndc) e che sarà impattante sull’area storica».
In Comune, invece, rassicurano sulla bontà del progetto, che riqualifica la zona storica conservando un edificio di valore quale l’ex De Giorgio che sorge vicino alle Torri Montanare, e soprattutto sul fatto che il progetto ha avuto il via libera della Soprintendenza ai Beni architettonici e di quella dei Beni archeologici. «Anche per l’ampliamento del De Titta c’erano il via libera e tutte le autorizzazioni, solo che poi non era vero, quindi i dubbi mi vengono», ricorda Nasuti in riferimento all’ampliamento dell’istituto De Titta sul versante del giardino che abbraccia l’ex scuola all’aperto e il Torrione Aragonese. Quest’altro progetto è ormai bloccato da sette mesi, da quando cioè gli scavi esplorativi, ottenuti dopo le proteste, portarono alla luce antiche mura aragonesi. Una scoperta che ha bloccato l’ampliamento, osteggiato dalle associazioni, e che ha portato la Provincia a rivedere il progetto. Oggi sono al vaglio due ipotesi: modificare il progetto per inserire i reperti nella scuola, rendendoli fruibili, oppure realizzare un parco archeologico con le mura in vista e senza scuola all’aperto. Se ne discuterà domani in un incontro fissato all’Ufficio ricostruzione dell’Aquila (da lì arrivano i fondi). Si scioglieranno così i dubbi sul futuro del De Titta e delle mura aragonesi mentre in settimana, con la pubblicazione del bando, si avrà contezza del progetto dell’albergo e del relativo parcheggio nell’ex De Giorgio, che oggi sollevano molti dubbi.
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