Alcol ai minorenni, scatta l’indagine

9 Giugno 2019

Ragazzina di 15 anni in ospedale: soccorsa in strada con un tasso di 2.07, ora è caccia a chi le ha venduto le bevande

CHIETI . Alcol venduto ai minori. Accade sempre più spesso in città: ecco perché sono scattate le indagini della polizia dopo l’ultimo episodio avvenuto nella notte tra venerdì e sabato. Una ragazzina di appena 15 anni è stata ricoverata all’ospedale di Chieti, nel reparto di pediatria, per abuso e intossicazione da sostanze alcoliche. Quando è scattato l’allarme, non si reggeva neanche in piedi ed era completamente ubriaca, come hanno poi confermato le analisi fatte al Santissima Annunziata. Aveva un tasso alcolemico di 2.07 e non ricordava nulla della serata trascorsa insieme agli amici: per festeggiare la fine dell’anno scolastico, avevano deciso di comprare i biglietti per una manifestazione organizzata in centro storico. Ora sono in corso gli accertamenti per scoprire chi ha venduto l’alcol alla studentessa: i responsabili rischiano una denuncia per la violazione dell’articolo 689 del codice penale, cioè il divieto di somministrazione di alcolici ai minori. Una cosa è certa: verranno ulteriormente rinforzati i controlli nei locali da parte delle forze dell’ordine.
La scorsa notte la ragazzina è arrivata in pronto soccorso verso le 2. Sono stati i medici a telefonare al 113. Sul posto si sono precipitati anche i genitori della minorenne. La 15enne, dopo la serata all’insegna dello sballo, non è stata capace di raccontare nel dettaglio quello che le era accaduto. «Non ricordo, ho bevuto troppo», si è giustificata. Così è stata sottoposta a una serie di accertamenti che hanno escluso, fortunatamente, qualsiasi tipo di violenza o l’uso di droghe. I poliziotti della squadra volante invieranno un’informativa in procura, per il momento a carico di ignoti. Ma le indagini vanno avanti. C’è tolleranza zero per chi vende alcol ai minori. Anche se i titolari dei locali si difendono: «La maggior parte delle volte i ragazzini arrivano già ubriachi. All’entrata chiediamo di aprire zaini e borse e troviamo bottiglie di plastica piene di vodka e sambuca. Ne sequestriamo a decine».
Da una recente indagine della Asl è emerso che, in provincia di Chieti, si beve di più che nel resto dell’Abruzzo. «In generale», ha spiegato Giuseppe Torzi, direttore del dipartimento prevenzione dall’azienda, «lo studio ha rilevato che assumere alcol è comune a più della metà della popolazione della Asl Lanciano Vasto Chieti, che due su dieci hanno abitudini di consumo considerate a maggior rischio, e tra questi i maschi sono tre su dieci, e i giovani uno su due. Diversamente dalle rappresentazioni basate su luoghi comuni, bere non è costume che si sviluppa in contesti degradati, perché a farlo sono persone che non hanno nessuna difficoltà economica e mediamente istruite».