Alcol tra i giovanissimi col benestare dei genitori

I risultati di una ricerca condotta su 1.834 studenti del biennio delle superiori L’esperto Scafato: «Consumo alto in città, è grave che lo si faccia in famiglia»
LANCIANO. Quasi 4 giovani frentani su 10 tra i 14 e i 16 anni consuma alcol in modo abituale. Lo fa durante i pasti, con picchi nel fine settimana, il sabato in particolare. Sono informati su cosa siano gli alcolici, e il 30% di loro ritiene che un amico possa avere problemi legati all’alcol. Bevono, soprattutto birra, per relazionarsi con gli altri, liberare la mente e non farsi escludere dal gruppo. È questa la fotografia scattata dal Rotary club di Lanciano che ad ottobre ha lanciato il progetto: “AlcoholRisk-Alcol e Giovani, rischio dipendenza”. Un’iniziativa che attraverso la somministrazione di un questionario a tutti i ragazzi del I e II anno delle scuole superiori di Lanciano ha cercato di capire che rapporto hanno con le bevande alcoliche.
IL PROGETTO. «Il Rotary Club di Lanciano rivolge massima attenzione ai giovani della nostra città», ha detto il presidente Rotary Fabio Lombardi, «attraverso numerose iniziative finalizzate all’educazione e alla crescita dei ragazzi. Uno dei pericoli a cui essi sono esposti è purtroppo l’abuso di alcol e il rischio di dipendenza che esso comporta. Da qui l’idea del voler analizzare il rapporto Alcol e Giovani, e il rischio dipendenza». Rapporto studiato attraverso le risposte date dai 1.834 studenti del biennio delle scuole superiori di Lanciano ad un questionario i cui risultati sono stati presentati ieri nella sala Paone della Bper a una platea di 450 studenti, dal professor Emanuele Scafato. Chirurgo, gastroenterologo, epidemiologo, Scafato, è direttore del Centro organizzazione mondiale della Sanità per la ricerca e la promozione della salute sull’alcol, presidente della Società italiana di alcologia e rappresenta il governo nei Comitati formali in Commissione europea e all’Oms.
I DATI. Un intervento brillante, quello di Scafato, volto a far capire cosa accade, in particolare al cervello, quando si consuma alcol. «L’alcol è un lubrificante sociale, mi rende loquace, socievole», ha detto Scafato, «ma abbassa la percezione del rischio, mi spinge magari a consumare anche droghe, “brucia” il cervello. Sotto i 18 anni, il cervello si sta ancora formando e l’alcol può bloccare questa crescita. Fa perdere coordinazione, riduce la lucidità, la capacità di orientamento e di memorizzare le cose». Com’è la situazione nel frentano? «Qui il consumo è abbastanza alto, siamo al 40%», ha detto il professore, «e colpisce che sia abituale, avvenga cioè in famiglia. Anche se il consumo maggiore c’è, come nel resto del mondo, nel fine settimana, il sabato». Il perché si beva comprende motivi diversi anche se prevalgono la volontà di trasgredire, sentirsi meglio, non pensare. «Ma soprattutto», ha fatto notare Scafato, «ben 1.235 alunni su 1.834 pensano che bere non li faccia escludere dal gruppo. Per molti aiuta a relazionarsi nel gruppo, scioglie la timidezza. Poi c’è a chi l’alcol piace (1.072 ragazzi). Colpisce poi che qui ben 3 ragazzi su 10 dicono che l’amico ha problemi con l’alcol. Colpisce perché fa capire che c’è percezione di cosa sia l’alcol, gli effetti negativi che ha, anche se non significa che poi i ragazzi aiutino questo amico a far emergere il problema».
CHE COSA FARE. «Sotto i 18 anni non si dovrebbe bere», ha raccomandato il professore «tra 18 e 21 un drink al giorno è permesso, ma mai bere a stomaco vuoto. Ogni bicchiere richiede 2 ore per essere smaltito. Bisogna farsi aiutare se ci si rende conto di esagerare con birre, cocktail. Ubriacatevi di musica, di sport, di amore, di vita e fate sempre in modo di essere al centro delle vostre scelte».
Teresa Di Rocco
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