Alex, in 6 vivono con i suoi organi «Un ragazzo d’oro, ci mancherà»

7 Settembre 2024

Prelevati nella notte a Pescara cuore, fegato, reni e pancreas destinati a pazienti dell’Aquila e di Roma Il ricordo della collega di lavoro della pizzeria, l’ultima a salutarlo prima dell’incidente in via De Vitis

ORTONA. Ha donato cuore, fegato, reni, pancreas e cornee Alexandru Ionut Arteni, il 18enne di Ortona morto dopo essere stato travolto da un’auto pirata mentre tornava a casa al termine di una serata di lavoro. L’incidente era accaduto nella notte tra martedì e mercoledì mentre il giovane, aiuto pizzaiolo, era in bicicletta. Nella notte tra giovedì e ieri, le operazioni di prelievo degli organi nell’ospedale di Pescara: il cuore, il fegato, un rene e il pancreas sono andati a Roma, un rene e le cornee all'Aquila. Il giovane, che era arrivato nel presidio sanitario del capoluogo adriatico in condizioni disperate, è morto giovedì nel reparto di rianimazione. Diagnosticata la morte encefalica, è partito il cosiddetto “periodo di osservazione”, al termine del quale è stato certificato il decesso. Dopo l'assenso dei familiari alla donazione, è iniziato l'iter per il prelievo degli organi, coordinato dalla rianimazione e dalla Asl di Pescara.
Giovedì mattina il pirata della strada era stato individuato. Si tratta di un artigiano di Ortona che si è presentato ai carabinieri della locale compagnia proprio quando gli stessi militari, impegnati nelle indagini, stavano per rintracciarlo. L’uomo è indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso. A trovare il giovane agonizzante, a terra, in via Camillo De Vitis, la strada che dal centro urbano di Ortona porta in contrada Fonte Grande, intorno alle 3.30 di mercoledì, era stato un automobilista che aveva subito lanciato l'allarme.
«Alex era un ragazzo innamorato dell'amore, letteralmente. Una bontà unica. Era pieno di progetti», lo ricorda la collega di lavoro Manuela Artuso, 24 anni, di Poggiofiorito, «e leale. Ho perso un fratello e una parte del mio cuore. C'è stato sempre per me». Poi il pensiero va all’ultima serata trascorsa al lavoro, nella pizzeria Cavour, sulla omonima strada. «Lasciava la sua bicicletta sul mio balcone per timore che gliela rubassero», continua Manuela, «e la stessa cosa ha fatto martedì. Siamo usciti dal locale intorno alle 2.30, ha voluto che mi accompagnasse nel consueto giro con il mio cane visto che era innamoratissimo degli animali tant’è che aveva adottato di recente un cane. Era tranquillo come sempre, ci siamo presi un po’ in giro ed è andato via. Ci saremmo rivisti il giorno dopo quando sarebbe venuto a pranzo da me. Ci conoscevamo da un anno ed era diventato quasi un fratello: nel lavoro mi faceva sentire come se fossi a casa».
Alexandru era nato in Romania ma abitava a Ortona dall’età di 10 anni. Il mese scorso aveva cambiato casa - dal centro città - ed era tornato a vivere con i genitori e i fratelli più piccoli in contrada Ruscitti. Per un solo anno aveva frequentato l’Istituto Nautico prima di dedicarsi al lavoro di pizzaiolo. «L’altra sera», riprende l’amica Manuela, «il nostro datore d lavoro gli ha chiesto se volesse essere riaccompagnato a casa in auto, come accadeva sempre in caso di tempo cattivo, ma lui ha insistito tanto per restare qui ancora un’oretta per poi ripartire in bicicletta. Questa tragedia ha fermato tutto. Non ci sono parole per descrivere il dolore. Autoironico da morire, probabilmente ora Alex ci starà prendendo in giro ovunque si trovi». (r.o.)