Alfagomma verso la cassa integrazione

Salta un imponente ordinativo sul quale l’azienda faceva affidamento: il provvedimento riguarda 46 lavoratori a rotazione
ORTONA. Cassa integrazione a rotazione per i 46 dipendenti di Alfagomma. Continuano i problemi per i lavoratori dell’azienda ortonese che anche questa volta si trovano a vivere l’ennesimo momento di incertezza. Si è svolta nella mattinata di ieri, infatti, una riunione nella sede di Confindustria di Pescara in cui erano presenti i rappresentanti delle tre sigle sindacali: Riccardo De Feo (Uiltec-Uil Abruzzo), Carlo Petaccia (Filctem-Cgil Abruzzo Molise) ed Ettore Di Natale (Femca Cisl), tre nuovi delegati, il direttore dello stabilimento ortonese Tommaso Nocella e Marco Aquino, addetto alle risorse umane oltre al funzionario in rappresentanza di Confindustria Massimo Cervellini. Durante l’incontro si è discusso della nuova proposta di attivare la cassa integrazione guadagni per tutti che sarebbe la soluzione a un problema che si è presentato relativamente al ritardo di un cospicuo ordinativo che doveva arrivare alla ditta. Oggi, questa misura dimostrerebbe, secondo i rappresentanti delle sigle sindacali, che non c’è abbastanza lavoro da svolgere e portare avanti.
«Abbiamo motivo di pensare», ha detto il sindacalista Petaccia, «che questa commessa che era quello che ci faceva stare tranquilli, ma difficilmente andrà in porto». Durante il periodo di cassa integrazione, comunque, ci sono ordini da espletare, ma evidentemente non sono sufficienti a sostenere l’intera attività aziendale. «È chiaro che la ditta sta attraversando un momento di affanno e questo preoccupa molto».
Continua, inoltre, la richiesta di un incontro con la proprietà che da tre anni ormai non si è mai mostrata presente nelle discussioni e nei confronti dei vari tavoli istituiti nelle fasi della vicenda. Anche la Regione, tramite l’assessore Pietro Quaresimale, aveva invitato la proprietà ad essere parte attiva in almeno un incontro. Questa non ha mai accettato. Anche il sindaco di Ortona, Leo Castiglione, era intervenuto in merito durante una delle ultime riunioni: «Sono anni che parliamo e ci confrontiamo su questo problema, sempre però con l’assenza della proprietà e questo non ci consente di avere delle risposte definitive e concrete. Abbiamo il dovere morale di dare una risposta definitiva dopo tutto questo tempo», aveva dichiarato.
La vertenza Alfagomme rimane un nodo da sciogliere poiché in bilico c’è il futuro di più di 60 dipendenti. La società si occupa di tubi sottomarini e galleggianti a marchio Isola e sulla scorta di questa produzione ha effettuato i suoi investimenti occupazionali assumendo la metà del personale impiegato quando si lavorava per la Yokohama. L’intenzione però è sempre stata quella di occupare nuove fette di mercato nel campo degli articoli navali e della mobilità elettrica.
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