Alga tossica in due tratti di mare Restano i divieti di balneazione

12 Agosto 2023

Oggi i risultati dei nuovi prelievi dell’Arta in mare a 200 metri a sud di Punta Vignola e a Fosso Lebba Il direttore Dionisio: «Vigiliamo di più e intensifichiamo i controlli sull’estensione del fenomeno»

VASTO. Temperature dell’acqua superiori ai 22-23 gradi, elevate concentrazioni di azoto e fosforo provocate da attività antropiche e la presenza di massi (anche sotto forma di barriere frangiflutti e pennelli). Sono le condizioni ideali per la proliferazione di "Ostreopsis ovata", una micro alga tropicale, potenzialmente tossica, la cui presenza in concentrazioni elevate, pari a 34mila cellule per litro, tali da far scattare la fase emergenziale, è stata accertata dall’Arta durante i controlli routinari sulla qualità delle acque di balneazione. Tre i punti di prelievo lungo la costa vastese, ma solo in due punti – 200 metri a sud di Punta Vignola e 800 metri a sud di Fosso Lebba – sono scattati i divieti di balneazione firmati nel tardo pomeriggio di giovedì dal sindaco Francesco Menna. Il monitoraggio è continuato anche ieri. «Ho dato disposizioni per l’esecuzione di un altro prelievo che è già stato fatto ed inviato al laboratorio», spiega Maurizio Dionisio, direttore generale Arta Abruzzo, «nelle prossime ore avremo quindi i valori aggiornati sulla concentrazione dell’alga. Domani (oggi per chi legge, ndc) sapremo se i divieti di balneazione verranno confermati o revocati. In ogni caso nelle prossime settimane l’Agenzia innalzerà il livello di guardia e intensificherà i controlli per monitorare costantemente l’evoluzione delle fioriture e la loro estensione».
Ma quali sono le cause che hanno determinato la presenza nel mare Adriatico di una micro alga tipica dei climi tropicali e potenzialmente tossica? C’è relazione con i cambiamenti climatici? «Una correlazione minima c’è», risponde Dionisio, «le temperature elevate rappresentano una condizione ottimale. Essendo una micro alga la pericolosità non è nel contatto o nell’ingestione, ma nella inalazione favorita dalla nebulizzazione dell’aerosol marino che se contiene fibre della micro alga ha un effetto irritativo sulle vie respiratorie». Il direttore di Arta Abruzzo non esclude neanche una correlazione tra le elevate concentrazioni dell’alga e la presenza di barriere frangiflutti a Vignola, località della costa soggetta a fenomeni di erosione marina, una delle zone dove è stato apposto il divieto di balneazione e dove sono presenti diverse attività turistico-ricettive. «C’è una correlazione: i massi rappresentano un terreno ideale per la Ostreopsis ovata», precisa Dionisio. Non a caso alcuni anni fa l’Arta Abruzzo effettuò un piano di monitoraggio in diverse zone del litorale – tra cui Punta Vignola – localizzate in corrispondenza di barriere frangiflutti o di pennelli «che sono gli unici substrati duri e colonizzati da macroalghe in tutto il litorale abruzzese». In quella occasione vennero effettuati quattro mesi di monitoraggio (da giugno a settembre) lungo l’intera costa regionale e in zone del litorale con caratteristiche ambientali il più possibile favorevoli allo sviluppo di Ostreopsis ovata. Tra cui Vignola, località che anche quest’anno ha ottenuto la Bandiera blu della Fee, insieme a Punta Penna, San Nicola e la spiaggia di contrada San Tommaso.
Il fatto che ci sia una correlazione tra la proliferazione algale e la presenza di massi aggiunge un ulteriore elemento di riflessione. «Se fossi un operatore turistico mi preoccuperei e non poco di tutte quelle barriere frangiflutto in arrivo a Vignola e alla Bagnante», dice Lino Salvatorelli, presidente dell’Arci, riferendosi a un recente stanziamento regionale di 3,5 milioni di euro per la realizzazione di opere per contrastare l’erosione costiera a Vignola. Per Davide Aquilano, presidente di Italia Nostra del Vastese, «molti progetti non tengono conto degli equilibri naturali. La presenza dell’alga tossica e la sua proliferazione non è casuale ed è dovuta sempre a fattori umani che creano le condizioni ideali». L’auspicio di tutti è che i valori rientrino nella norma e che, di conseguenza, vengano revocati i divieti di balneazione.
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