Ali: «Basta ripianare i debiti, ci vuole programmazione»

19 Giugno 2015

LANCIANO. «Il Comune faccia una riflessione seria sulle società partecipate, preveda piani di sviluppo e programmazione invece di mettere solo mano alle casse e ripianare i debiti». E’ l’invito che...

LANCIANO. «Il Comune faccia una riflessione seria sulle società partecipate, preveda piani di sviluppo e programmazione invece di mettere solo mano alle casse e ripianare i debiti». E’ l’invito che Antonello Di Campli Finore, coordinatore cittadino e responsabile regionale di Alleanza liberaldemocratica per l’Italia (Ali), fa all’amministrazione Pupillo. L’occasione la offre il recente pagamento di 180mila euro liquidato al Consorzio universitario per il ripianamento delle perdite di esercizio degli anni 2012-2014. «Il Comune ha ripianato un debito e ha dato un bonus senza un chiaro e preciso programma di sviluppo», sostiene Di Campli Finore, «il sindaco Mario Pupillo, che presiede il Consorzio, sostiene che la maggior parte dei costi vanno per le spese di riscaldamento, luce, eccetera, malgrado da un anno non si organizzi niente. Ma non è un problema solo del Consorzio universitario», continua il coordinatore di Ali, «molte di queste partecipate e controllate soffrono, per le aziende non esiste un piano di sviluppo e programmazione e se pure esiste, non sempre da ottimi risultati».

Da rivedere è la presenza del Comune nelle varie società che, come ricorda Ali, sono: Scuola civica di musica Fedele Fenaroli (100% quote), Ente ambito Ato n. 6 (11,52%), che sono enti pubblici vigilati; società partecipate Casa editrice Rocco Carabba (1% quote), Arpa (0,16 %), Sasi (3,61%), Isi (3,61%), Ecolan (21,69%), Farmacie Intercomunali (98,05 %); Its (10%), Fiera (24,27%) e Consorzio universitario (49,5%), che sono enti di diritto privato controllati. «È necessaria maggiore trasparenza da parte dell’amministrazione e ridurre i costi, drasticamente, per poter investire su servizi reali ai cittadini, che al momento latitano», prosegue Antonello Di Campli Finore, «è finito il tempo della beneficenza: 180 mila euro non cambiano le sorti di un Comune come Lanciano, ma sicuramente è meglio averli in cassa che spenderli senza una giusta motivazione. Come sono da studiare bene gli affidamenti in house alle partecipate, come si vuole fare per i rifiuti, valutando pro e contro e, soprattutto, facendo in modo di non aumentare i costi di gestione. Tutto deve essere fatto a vantaggio della comunità. Si intravvedono carrozzoni all’orizzonte? Spero di no, ma è inutile fare un piano di razionalizzazione delle partecipate per poi farle diventare un contenitore politico». (s.so.)

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