«Alimonti, la Regione trovi nuovi partner»

14 Luglio 2014

Appello del segretario regionale della Fai-Cisl: l’asta di settembre è decisiva per il futuro dei lavoratori

ORTONA. «La Regione può aiutarci con la ricerca di interlocutori credibili, imprenditori disposti a presentare un'offerta alla seconda asta del concordato preventivo che i commissari liquidatori hanno annunciato per settembre».

Il segretario regionale della Fai-Cisl, Franco Pescara, si augura per il tavolo regionale, organizzato in queste ore dal consigliere Camillo D'Alessandro e il vice presidente Giovanni Lolli, nuovi sbocchi nella vertenza Molino Alimonti. Speranze rinate durante la manifestazione di giovedì scorso davanti ai cancelli dello stabilimento di Caldari con blocchi a singhiozzo della ex statale 538 della Marrucina. Impegnato con la collega della Flai- Cgil Ada Sinimberghi nella crisi del gruppo alimentare che tiene banco dal 2010, Pescara parla delle aspettative dei 60 dipendenti in forza allo stabilimento ortonese, che con 65 milioni di valutazione alla prima asta su 110 rimane il prncipale sito produttivo del gruppo, seguito dalla Romana macinazione della Capitale e il deposito di Guardiagrele che fino al secolo scorso fu la sede dell'azienda. «Il secondo bando è decisivo», spiega, «non soltanto per ragioni più evidenti come il riavvio di un'azienda assente dal mercato fin dal 2012, ma anche e soprattutto perché cade proprio nei giorni di metà settembre in cui termina anche la cassa integrazione straordinaria, l'unico appiglio che tiene legati i lavoratori al Molino». Già oggi D'Alessandro potrebbe far sapere ai sindacati la data dell'incontro, che ha già assicurato si terrà entro questa settimana. Al tavolo siederanno anche i commissari liquidatori Remo Di Giacomo e Gianni Di Battista, il gruppo Alimonti e i sindacati oltre agli enti locali. La sede pescarese è però soltanto il primo appello di un tentativo di salvataggio che proseguirà, annunciano D'Alessandro e Lolli, anche in sede nazionale. I ministeri di Lavoro e Sviluppo economico verranno coinvolti dal governo regionale in un sondaggio del settore alimentare, preliminare a un invito a presentare offerte per l'acquisizione del gruppo precipitato in una strana crisi da sovraesposizione bancaria poco spiegabile, tanto più se si tiene conto che proprio verso la fine dello scorso decennio l'azienda segnava i suoi record di fatturato.

Francesco Blasi

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