Alimonti, oggi lo stop alle offerte d’acquisto

7 Luglio 2014

L’apertura delle buste riaccende la speranza per l’azienda delle granaglie in concordato preventivo

ORTONA. Scade oggi la presentazione delle proposte d’acquisto dell’impero Alimonti.

Tre offerte per acquisire proprietà o gestione degli asset del Molino Alimonti. E una risalirebbe proprio alla stessa famiglia guardiese, che con una nuova società avrebbe avanzato la proposta di subentro in fitto dell’azienda di famiglia divenuta società per azioni negli anni Cinquanta. Un’altra offerta farebbe capo a un gruppo già consolidato nel settore delle farine alimentari, ma al momento non se ne conosce il nome. Una terza sarebbe limitata allo stabilimento della Romana macinazione nella Capitale, in quella via Flaminia divenuta ora appetibile agli interessi edilizi. Ma si tratta solo di indiscrezioni, tutte da verificare, che trapelano in vista dell’apertura delle offerte nell’ambito del concordato preventivo tra i creditori del gruppo, prevista domani, mercoledì 8 luglio, allo studio notarile Plasmati.

Dopo il blocco della produzione, ferma da due anni, il Molino di Caldari va dunque all’asta. Con lui, in vendita, anche il complesso industriale, attualmente fermo, che ha sede a Roma con il marchio «Romana macinazione» e l’opificio, un tempo sede di magazzini e macchinari per l’impacchettamento di Villa Maiella a Guardiagrele. Base d’asta complessiva per i tre gioielli di famiglia, è di 111.179.004 euro. Gli stabilimenti potranno essere acquistati anche separatamente: 35.553.546 euro per la fabbrica di Ortona e 8 milioni di euro per acquisire l’opificio di Guardiagrele. C'è comunque grande attesa per l'esito della prima asta, sui due stabilimenti abruzzesi del Molino Alimonti indetta nell'ambito del concordato preventivo, l'accordo tra i creditori che muove così i primi passi dopo l'omologazione avvenuta 7 mesi fa, nel dicembre 2013, al tribunale fallimentare di Chieti. Se l'apertura dei plichi delle offerte nello studio del notaio Giovanni Plasmati dovesse sortire proposte di acquisto o di acquisizione in fitto in linea con il concordato, si spianerebbe la strada alla riapertura delle attività nei due stabilimenti di Caldari di Ortona e Guardiagrele. E per i circa 60 dipendenti tuttora in forza alle aziende, attualmente in cassa integrazione speciale, potrebbe significare la salvezza. (y,f.)

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