Alinovi: studentessa aggredita a San Paolo

Il referente di Codici: è successo vicino ai Servizi sociali, il Comune acceleri sulla videosorveglianza
VASTO. Aggredita e ferita mentre tornava a casa. È la disavventura capitata a una studentessa di Vasto al quartiere San Paolo a pochi metri dalla palazzina che ospita i Servizi sociali del Comune. La ragazza, figlia di un professionista locale, è riuscita a raggiungere casa.
«I genitori l’hanno fatta medicare. Ha ferite al setto nasale. È sconvolta e lo è anche il padre», racconta Riccardo Alinovi, referente locale dell’associazione Codici. «I genitori della ragazza si sono rivolti ad un legale e verrà presentata una denuncia. Ma quello che è ancora più grave è aver appreso da altri utenti dei Servizi sociali che non è la prima volta che accade. Visto che è inutile richiedere più forze dell’ordine perché non ci sono, sarebbe opportuno che venisse accelerata l’agognata installazione della videosorveglianza e fra gli obiettivi sensibili da proteggere venissero inseriti i Servizi sociali e l’intera zona», chiede l'associazione Codici stigmatizzando quanto accaduto.
Dopo l’aggressione sono in tanti chiedere la stessa cosa al sindaco Luciano Lapenna. Il progetto della videosorveglianza (costo 600mila euro) è stato presentato l’ultima volta a marzo in Comune nel corso di una conferenza stampa. Su seicentomila euro, 436mila per i lavori, 4mila per la progettazione, quasi 6mila per oneri della sicurezza e 153mila per somme a disposizione dell’amministrazione. Al netto del ribasso d’asta, la gara è stata affidata per un importo complessivo di 372mila euro. Il termine dei lavori previsto in 180 giorni dovrebbe essere imminente. Sono 76 le nuove telecamere che andranno ad aggiungersi alle 10 preesistenti che verranno integrate nel progetto; 24 le porzioni di territorio comunale presidiate. Per quanto riguarda la sala operativa, sarà installata presso il comando della polizia municipale e sarà dotata di 4 schermi giganti, 3 postazioni per gli operatori e impianti di registrazione immagini che rimarranno in memoria per sette giorni, come prevede la normativa, a disposizione di eventuali di esigenze investigative delle forze dell’ordine, che potranno anche acquisire il diretto controllo della Sala operativa anche da remoto
«Io non so se è stato già previsto, se così no fosse sarebbe il caso di trovare il modo per coprire anche la zona dei Servizi sociali. Anche gli operatori, che svolgono un lavoro delicatissimo, sarebbero più tranquilli», ripete Alinovi. (p.c.)
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