All’asta il tesoro di Angelini: quadri di Morandi e Cascella

11 Aprile 2021

Nelle case confiscate i carabinieri trovano anche diamanti, smeraldi e orologi

CHIETI. Ci sono quadri di pittori famosi, come Morandi e Cascella, nel tesoro confiscato all’ex imprenditore della sanità Vincenzo Maria Angelini, condannato in via definitiva a 7 anni di reclusione per una truffa da 46 milioni di euro ai danni della Regione. I beni dell’ex proprietario della casa di cura Villa Pini, che fino a oggi ha evitato il carcere per motivi di salute, sono finiti nelle mani dello Stato dopo il provvedimento firmato dal procuratore capo di Chieti Francesco Testa: la somma da recuperare, come disposto nella sentenza confermata dalla Cassazione quattro giorni fa, è di oltre 32 milioni di euro, anche per equivalente. Le opere d’arte, portate via venerdì dopo il blitz dei carabinieri, saranno vendute all’asta.
Nelle case confiscate tra Chieti, Pescara e Francavilla al Mare i militari dell’Arma hanno trovato anche oro, diamanti, smeraldi, orologi, argenteria e statue, il cui valore è ancora da stimare. Tutti i beni prelevati sono stati portati in un luogo che viene tenuto sotto stretta sorveglianza. Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni. Nel frattempo, la procura ha intenzione di avviare un confronto con la curatela fallimentare di Villa Pini per accertare se e quali immobili siano già sottoposti a vincolo per i creditori.
Durante le perquisizioni, andate avanti ininterrottamente dall’alba fino a sera, è arrivata la conferma della mania di Angelini di accatastare beni di lusso. Una mania che, già in passato, costò cara all’imprenditore con il debole per le firme, quelle sui cognac di pregio, sui vini e gli champagne d’annata, sui vestiti eleganti. Era una mattina di marzo del 2010 quando, come raccontano le cronache dell’epoca, Angelini cercò di portare via da depositi e garage preziose opere d’arte, nel bel mezzo dell’inchiesta sulla bancarotta da 100 milioni di euro di Villa Pini. A fine aprile dello stesso anno, il grande accusatore della sanitopoli abruzzese, che con le sue rivelazioni fece arrestare l’ex governatore Ottaviano Del Turco, finì agli arresti domiciliari perché – secondo il giudice per le indagini preliminari – era evidente il rischio di inquinamento delle prove, oltre che di reiterazione del reato. Nel 2013, dal garage bunker in via della Liberazione, sparirono misteriosamente e non furono più ritrovati quadri preziosi, stampe, mobili antichi, statue, argenti e tappeti. Le tele, tra le quali c'era un Guttuso, furono staccate dalle cornici con un taglierino, arrotolate e portate via come un qualsiasi progetto edile. Altre opere d'arte sequestrate, invece, furono vendute da una casa d'aste di Roma nell'ambito della procedura fallimentare.
Nelle abitazioni di Angelini, come è emerso due giorni fa durante l’esecuzione dell’ordinanza di confisca, sono tuttora custoditi beni di lusso: centinaia di occhiali da sole, ancora con l’etichetta, una quantità enorme di sigari cubani, una montagna di scarpe marca Tod’s.
Nelle prossime ore, come effetto del ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile per la storia dei ricoveri impropri della casa di cura, per Angelini arriverà anche l’ordine di esecuzione della pena detentiva. L’ex imprenditore si trova già ai domiciliari, nella sua villa di Francavilla al Mare, da venerdì confiscata: deve scontare otto anni di reclusione per il crac da 100 milioni.
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