Alla Bimo 135 licenziati poi riassunti come esterni

13 Maggio 2015

L’accordo dopo scioperi e chiusura dell’azienda: agli operai buoni pasto e benzina La ditta: ora via agli investimenti. Settembrini (Cgil): crisi pagata con salari e diritti

ATESSA. Dopo un’estenuante trattativa che ha visto diversi giorni di sciopero dei lavoratori, la chiusura della fabbrica per motivi di sicurezza e una fitta serie di incontri tra le parti, è stata siglata l’intesa alla Bimo-Irplast di Atessa. L’accordo prevede il licenziamento di 135 dipendenti su 156 che saranno riassunti in un’altra società terza che, in appalto, svolgerà le stesse lavorazioni della Bimo, fabbrica che produce film e pellicole da imballaggio.

Il braccio di ferro tra azienda e lavoratori che non volevano perdere i diritti salariali acquisiti e il contratto a tempo indeterminato con Bimo-Irplast, si è concluso con la concessione da parte dell’azienda di 20 buoni pasto mensili, 250 euro una tantum di buoni benzina e un premio di risultato con una base di 500 euro a inizio anno. I dipendenti, tuttavia, perderanno in media circa 300 euro di salario mensile e saranno riassunti con contratto a tempo determinato.

Soddisfazione è espressa dalla Bimo-Irplast «per la positiva conclusione della vertenza dopo una lunga e articolata trattativa. L’intesa pone le premesse per la realizzazione dei significativi investimenti previsti nel piano industriale, necessari per il recupero di competitività, il rilancio e il futuro sviluppo dell’attività nel sito di Atessa. L’accordo», prosegue l’azienda, «consente il mantenimento della piena occupazione, senza alcun esubero, e la conservazione degli attuali livelli retributivi attraverso l’istituzione di un premio variabile, legato al raggiungimento di obiettivi di produttività. L’efficacia dell’intesa è condizionata alla stipula dell’accordo di ristrutturazione del debito con le banche, attualmente in fase di definizione. Esprimiamo apprezzamento per il responsabile comportamento delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori tutti, essendo emersa piena consapevolezza dello scenario attuale e delle prospettive future. Valorizzando le tecnologie e il know how di cui dispone», prosegue Bimo, «con l’accordo sindacale siglato e quello con le banche, Irplast potrà guardare al futuro con serenità per affrontare le sempre più difficili sfide di un mercato globale e le ricorrenti turbolenze del mercato di approvvigionamento delle materie prime».

Più critica la visione della rsu Ficltem-Cgil, Renato Settembrini: «Ringrazio i lavoratori per quanto fatto in questi giorni perché la vertenza ha portato a risultati importanti. Resta l’amarezza nei confronti dell’atteggiamento delle segreterie sindacali che non hanno seguito ciò che in più occasioni hanno chiesto i lavoratori. A oggi non esiste alcun piano industriale e che la crisi la stanno pagando i lavoratori col salario e i diritti salariali».

Daria De Laurentiis

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