Alla scoperta del gambero di fiume

22 Novembre 2022

Sabato il convegno con gli esperti e la visita al centro di allevamento di Borrello

BORRELLO. Il ritorno del gambero di fiume (Austropotamobius italicus meridionalis): è questo il titolo del convegno organizzato da Rewilding Apennines che si svolgerà sabato in collaborazione con il comune di Borrello, la riserva naturale Cascate del verde, l’Arci Pesca Fisa e l’hotel Rifugio dei Sanniti, in cui si svolgerà l’evento. Al mattino si terrà una visita guidata della riserva Cascate del verde e del centro di riproduzione del gambero di fiume di Borrello. Qui Rewilding Apennines, insieme ai partner locali e al supporto di fondation ensemble, sta portando avanti un programma di riproduzione del gambero per effettuare rilasci in natura nel corso del tempo e accrescerne la popolazione. Nell’ultimo decennio il gambero di fiume ha subito un forte declino nel fiume Verde e in molti altri corsi d’acqua dell’Appennino centrale a causa dell’afanomicosi o peste del gambero, introdotta da specie di gamberi non autoctoni, e del cambiamento climatico. Non ultimo il bracconaggio, che resta una grave minaccia, contro cui giocano un ruolo chiave organizzazioni di vigilanza ittica come l’Arci Pesca Fisa. Alle 15.30 inizierà il convegno aperto a tutti. Oltre al sindaco di Borrello, Armando Di Luca, e al direttore della riserva naturale Cascate del verde, Amelio Ferrari, interverranno: Mario Cipollone, team leader di Rewilding Apennines; Tommaso Pagliani, biologo esperto del gambero di fiume e consulente di Rewilding Apennines; Giovanni Di Paolo dell’Asl esperto in tema di afanomicosi; Giuseppe Di Renzo, gestore del centro di riproduzione di Borrello; Daniela Ghia, ricercatrice del laboratorio acque interne dell’università di Pavia, con l’esperienza del progetto Life Claw; Giuseppe Zappetti dell’Arci Pesca Fisa; Antonella Gabini e Serena Ciabò della Regione Abruzzo con il ruolo e gli strumenti istituzionali per la gestione del gambero e del suo habitat. A conclusione dell’evento ci sarà l’intervento di Marco Carafa, del parco nazionale della Maiella. (m.d.n.)