Alla Sevel arriva Uliano E difende l’operaio della pipì
Atessa, il segretario nazionale Fim-Cisl: inaccettabile, non deve più ripetersi Sul futuro dello stabilimento afferma: «Prospettive di crescita fino al 2027»
ATESSA. Uno stabilimento fiore all’occhiello del gruppo Fca con prospettive «di tranquillità fino al 2027». Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim-Cisl, arrivato ieri davanti ai cancelli della Sevel per due assemblee con i lavoratori, parla così della fabbrica del Ducato, l’officina dei record che agli sgoccioli del 2016 ha festeggiato un’annata particolarmente favorevole dal punto di vista produttivo e che, oltre ai 290mila veicoli sfornati per un mercato europeo particolarmente avido di furgoni commerciali leggeri, ha potuto fregiarsi della Medaglia d’argento per l’efficienza e anche di un premio di risultato che arriva dopo 21 anni (l’ultimo era datato 1996). Uliano, poi, non sfugge a rispondere agli interrogativi che si trascina dietro la vicenda del momento, quella che ha visto un operaio del montaggio urinarsi addosso perché non ha avuto il permesso dal suo team leader di potersi recare in bagno. L’uomo, un 40enne, stava seguendo una terapia e assumendo farmaci diuretici. È rimasto profondamente amareggiato e mortificato dall’episodio. La Sevel, dunque, fabbrica dei record e dei grandi numeri, vanto dell’impero Fiat in Italia, ha dimostrato però di essere anche una fabbrica poco umana? «La nostra posizione è categorica», dice senza indugio il segretario Fim, «si tratta di un episodio inaccettabile che, così come abbiamo specificato all’azienda, non deve più ripetersi. Abbiamo apprezzato il fatto che l’azienda abbia fatto e stia tuttora facendo accertamenti per individuare i responsabili dell’accaduto, ma una cosa è chiara: non è certo un capo team che deve decidere se una persona non sta bene e deve recarsi in bagno. Non si tratta di bambini, se un dipendente ha un’esigenza significa che quell’esigenza deve essere assolta. Per il resto si tratta di un capitolo chiuso. Chiuso proprio perché non deve ripetersi». E si guarda subito in avanti. Le prospettive, così come hanno spiegato allo stesso Uliano i dirigenti Emea (acronimo dell’inglese Europe Middle East and Africa - Europa, Medio Oriente e Africa) di Fca, sono di crescita. «Questo perché», spiega, «come sindacati abbiamo insistito fortemente sugli investimenti in Italia: è accaduto per Sevel nel 2013 e anche in Alfa Romeo». Inoltre c’è la sicurezza che, grazie alla joint venture con Psa (Peugeot-Citroen, ndc) si possa proseguire «con tranquillità» fino al 2027. Anche per l’anno appena iniziato si vedono buoni scenari. «Il numero record di 290mila furgoni», specifica Uliano, «verrà confermato e addirittura ci sono prospettive di crescita. A quel punto però», aggiunge il segretario Fim-Cisl, «dovranno esserci più turni e più assunzioni. È questo che chiederemo e stiamo già chiedendo all’azienda. È impensabile proseguire con gli straordinari che hanno un limite non più valicabile, tanto più che Sevel è arrivata praticamente alla sua capacità massima produttiva». Il bilancio è dunque quello di uno «stabilimento in salute». E contano per la Fim anche i soldi in busta paga. «Tra il premio dello scorso anno», conclude Uliano, «e quello di efficienza di quest’anno, più i 300 euro annuali, parliamo di una cifra complessiva di 2.500 euro in più di stipendio che coprono i 247 euro del tasso di inflazione sul salario lordo».
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