Alla Thales scatta la cassa integrazione

2 Settembre 2015

I sindacati non firmano l’accordo sottoposto dall’azienda, ammortizzatori sociali per 66 dipendenti

CHIETI. I sindacati si rifiutano di firmare l’accordo sottoposto dall’azienda che, di rimando, annuncia la partenza, da lunedì 7 settembre e fino al 5 dicembre, di 13 settimane di cassa integrazione ordinaria, a rotazione, per 66 dipendenti dello stabilimento teatino della Thales spa. Dove lavorano complessivamente 99 persone. Si è concluso con una fumata nera l’incontro che è andato in scena lunedì pomeriggio nella sede pescarese di Confindustria Chieti-Pescara tra l’azienda, rappresentata, per l’occasione, dall’amministratore delegato Ugo Govigli e dal direttore del personale Thales Italia, Fabrizio Monsani, e i sindacati capeggiati da Davide Labbrozzi, segretario provinciale Fiom Cgil, da Riccardo Nunziato della segreteria Uilm Uil e dalla Rsu al gran completo. Si è parlato, ovviamente, del futuro dello stabilimento Thales di Chieti Scalo che si occupa di progetti e di studi di ricerca per conto del ministero della Difesa. Ma da due anni a questa parte, come lamentato a più riprese dalle maestranze sindacali, la sede teatina non riceve incarichi dai vertici nazionali della Thales che hanno scelto di concentrare gran parte delle attività dell’azienda nello stabilimento di Sesto Fiorentino. Non a caso erano stati annunciati 32 licenziamenti in tronco trasformati, almeno per ora, in una cassa integrazione ordinaria, imposta in maniera unilaterale dall’azienda che ha scelto di non confrontarsi preventivamente con i sindacati, spalmata su 66 lavoratori. Che, di conseguenza, temono per il loro futuro al pari di un’altra trentina di lavoratori dello stabilimento Thales dello Scalo che rischiano di finire in un ramo d’azienda acquisito da una società della Malesia. Insomma resta incandescente la vertenza Thales per cui si è mobilitata la politica cittadina che ha approvato, a margine del consiglio comunale straordinario andato in scena venerdì scorso a palazzo d’Achille, un ordine del giorno che impegna sindaco e giunta a portare il caso Thales a Roma. Dove faranno rotta anche i sindacati che non hanno firmato l’accordo presentato dall’azienda nella sede di Confindustria. «Avevamo chiesto di spalmare le ore della cassa integrazione su tutti e 99 i dipendenti dello stabilimento», spiega Simone Di Nisio della Rsu Fiom, «in modo da adottare contratti di solidarietà meno impattanti. La nostra richiesta è stata rigettata e non potevamo far altro che rifiutare l’accordo che ci è stato sottoposto».

La cassa integrazione ordinaria, comunque, scatterà lo stesso da lunedì prossimo e si protrarrà per tredici settimane consecutive. «Con una turnazione», precisa Di Nisio, «che non ancora conosciamo». Nel frattempo le segreterie territoriali di Fiom e Uilm si stanno mobilitando per interessare il ministero dell’Economia della vertenza dello stabilimento Thales di Chieti. Non sono esclusi, a breve, scioperi e manifestazioni di protesta.

Jari Orsini