Allagamenti, scatta la diffida dei coltivatori

Atessa, 40 agricoltori di Piana Matteo e Castelluccio mettono sotto accusa il Consorzio di bonifica sud
ATESSA. Allagamenti, ritardi nella piantumazione degli ortaggi, rischio di alcuni coltivatori rimasti imprigionati con la trattrice nei terreni, quaranta consorziati di Piana Matteo e Castelluccio sono stanchi e, tramite l’avvocato Antonella Marchetti, diffidano il Consorzio di Bonifica Sud. I consorziati denunciano la carenza della fornitura di acqua irrigua sin dall’apertura della stagione (primo aprile fino ad oggi e i «gravi danni» alle attività e alle colture.
Nei mesi scorsi ci sono stati alcuni incontri con Michele Modesti, commissario del Consorzio, e con Tommaso Valerio, direttore dell’ente. Il sindaco di Atessa Giulio Borrelli e gli assessori Enzo Orfeo e Giuseppe Masilli hanno espresso vicinanza agli agricoltori. Le richieste avanzate riguardano sia l’immediato ripristino del servizio sia l’indennizzo per i danni patiti. Ma, come evidenzia l’avvocato Marchetti, gli agricoltori finora hanno ottenuto «unicamente promesse di riparazioni urgenti e un intervento più importante in autunno a chiusura della stagione irrigua».
«Ogni richiesta di indennizzo o riduzione del canone e/o qualsivoglia proposta economica è stata rifiutata, in ragione della natura tributaria del canone annuale», prosegue l’avvocato. Sebbene la stagione irrigua sia prevista dal 1° aprile al 30 settembre, gli utenti di Piana Matteo hanno avuto il servizio solo a partire dal 31 maggio con continue interruzioni e allagamenti. L’impianto irriguo che alimenta i terreni è fornito dalla centrale di Piana Matteo e il corretto funzionamento è indispensabile nella fase di piantumazione delle colture. Inoltre c’è una carenza strutturale degli impianti di bonifica e irrigazione che risultano essere «strutturalmente compromessi, obsoleti e danneggiati con lunghi e non preannunciati periodi di interruzione della fornitura dell’acqua irrigua e conseguenti ingenti danni ai campi e alle colture». A fronte di questa carenza di servizio, bisogna aggiungere che gli importi dei canoni consortili risultano aumentati. Stessi problemi, segnalati a più riprese, vivono e soffrono gli agricoltori consorziati di Altino e Perano.
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