Allegrino dribbla il processo

Gli avvocati dell’imprenditore rinunciano alla difesa e fanno rinviare l’udienza
CHIETI. È guerra di certificati medici al processo Allegrino. Nell’udienza di ieri in tribunale, Angelo Allegrino, imprenditore frentano di 74 anni noto per la produzione di mozzarelle, non si è presentato in tribunale dove deve rispondere di appropriazione indebita dei soldi di Confcommercio, di cui era presidente provinciale. La mancata presenza è stata motivata da precarie condizioni di salute, come risultava da un certificato medico arrivato insieme alla richiesta di far slittare l’udienza, in modo da potervi partecipare di persona. Ma al giudice Isabella Allieri il certificato è apparso un po’ troppo generico e ha deciso perciò che il processo doveva tenersi lo stesso. A quel punto i due difensori dell’ex re delle mozzarelle, gli avvocati Ivan Notaristefano e Silvano Di Paolo, hanno deciso di rinunciare alla difesa. È stato dunque nominato un difensore d’ufficio, l’avvocato Roberto Ferrone, che ha chiesto un po’ di tempo per studiarsi il fascicolo e il giudice glielo ha concesso. Se ne riparlerà il 20 ottobre. Con buona pace della decina di testimoni nuovamente convocata per essere ascoltata. «Abbiamo deciso di rimettere il mandato difensivo», dice Notaristefano, «per tutelare il diritto alla difesa del nostro assistito. Che avrebbe voluto partecipare all’udienza, per ascoltare cosa dicevano i testimoni, ma non è potuto venire a causa delle sue condizioni di salute». «È successo esattamente quello che era accaduto circa un anno fa», ha aggiunto il collega Di Paolo, riferendosi all’udienza del gennaio 2016, quando Allegrino presentò attraverso i suoi legali la stessa richiesta di rinvio a causa di problemi di salute e il giudice (sempre la Allieri, con lo stesso pm di ieri, Giuseppe Falasca) glielo aveva negato, ritenendo di non ravvisare un legittimo impedimento. Di Paolo e Notaristefano anche allora rinunciarono alla difesa. In quella occasione, però, il giudice aveva comunicato che la scelta di rinuncia all’incarico avrebbe potuto incardinarsi anche in una sorta di «abbandono della difesa», ordinando per questo motivo la trasmissione degli atti al Consiglio dell'ordine degli avvocati presieduto da Pierluigi Tenaglia, che ha inviato tutto al Consiglio distrettuale di disciplina forense dell’Aquila presieduto da Giovanni Manieri. Il Consiglio ha così aperto un procedimento a carico dei due avvocati che poi ha archiviato lo scorso 5 maggio.
Il processo, dunque, ripartirà ad ottobre con gli ultimi testi da sentire, sia della difesa che dell’accusa. La difesa ha convocato alcuni membri del consiglio direttivo di Confcommercio e alcuni revisori contabili che dovrebbero dire che c’erano delle delibere dell’associazione dei commercianti che permettevano al presidente di contare su un plafond mensile di diverse migliaia di euro. Soldi che servivano per spese istituzionali e che Allegrino doveva solo rendicontare. Il presidente utilizzava anche una carta di credito per questi scopi, usata, però, anche per spese personali, «che Allegrino», dice la difesa, «rimborsava sempre». Si spiegherebbe così l’uso definito “allegro” della carta di credito di Confcommercio, con cui Allegrino pagava «viaggi aerei per sé e propri famigliari, gioco d'azzardo e reiterati rifornimenti di carburante e spese di ristorazione», come scrive il pm.

