Allegrino, i difensori sfidano il giudice

Soldi spariti da Confcommercio, i due legali rinunciano ad assistere il re dei latticini: finiscono davanti al Consiglio dell’ordine
CHIETI. Un colpo di scena nel processo all’ex presidente di Confcommercio Chieti, Angelo Allegrino, il settantatreenne re dei latticini accusato di appropriazione indebita, per aver utilizzato in maniera “disinvolta” la carta di credito che avrebbe dovuto utilizzare solo a scopi istituzionali in qualità di presidente provinciale dell’associazione dei commercianti. Ieri, in una giornata resa caotica dall’enorme mole di processi da portare avanti, il giudice Isabella Allieri ha dovuto rinviare l’udienza all’8 settembre. Giornata sprecata per oltre 20 testimoni dopo ore e ore di attesa. Tra di loro anche la teste chiave dell’accusa, l’attuale presidente di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio, la donna che, quando si accorse che qualcosa non tornava nella gestione dell’allora presidente di Confcommercio, da vicepresidente si dimise insieme a buona parte del direttivo, facendo saltare il banco e scoperchiando il calderone finito al centro dell’inchiesta giudiziaria. L’udienza si è aperta con la richiesta di rinvio del difensore Silvano Di Paolo che ha presentato un certificato medico dove si diceva che Allegrino «era impossibilitato ad essere presente a causa di una faringolaringite acuta con stati febbrili e dispnea», ovvero difficoltà di respirazione.
Il pubblico ministero Giuseppe Falasca si è subito opposto alla richiesta di rinvio e il giudice ha detto di non ravvisare il legittimo impedimento e così ha deciso di mandare avanti il processo.
Ma la difesa non l’ha presa bene: l’avvocato Di Paolo ha annunciato «la rinuncia all’incarico, ritenendo violato il diritto della difesa».
Il guanto di sfida è lanciato. Il giudice gli ha fatto ripetere più volte la dichiarazione. Di Paolo ha precisato che tutto il collegio di difesa rinunciava. Il giudice dopo aver chiesto conferma all’altro difensore, Ivan Notaristefano (che ha confermato), ha deciso a sua volta di raccogliere il guanto. Così si è chiusa in camera di consiglio e quando ne è uscita ha nominato un difensore d’ufficio ma ha comunicato anche che la scelta del collegio difensivo di rinunciare all’incarico potrebbe incardinarsi anche in una specie di «abbandono della difesa», ordinando per questo motivo la trasmissione degli atti al Consiglio dell’ordine degli avvocati che, dunque, dovrà esprimersi in materia. Secondo l’articolo 105 del codice penale, infatti, è il Consiglio dell’ordine forense che ha competenza per le sanzioni disciplinari relative all’abbandono della difesa.
Rinuncia alla difesa o abbandono? L’interrogativo è rimasto aperto tra i tanti avvocati presenti in aula, mentre il nuovo difensore di Allegrino, l’avvocato Delia Verna, prendeva la parola per fare l’unica cosa possibile: chiedere il termine, vale a dire chiedere al giudice un periodo congruo, che il codice di procedura penale stabilisce in non meno di sette giorni, per studiarsi il caso. Il giudice gliel’ha concesso e ha mandato tutti a casa, rinviando nella baraonda dei testimoni rientrati tutti in aula l’udienza alla data dell’armistizio di Cassibile, l’8 settembre.
Bisognerà attendere, dunque, altri otto mesi per cercare di far luce sulla vicenda dei quasi 68 mila euro di cui, secondo l’accusa, Allegrino si sarebbe appropriato in maniera indebita all’epoca della sua presidenza in Confcommercio.
Sarebbero 270 i pagamenti per le spese personali e i prelievi in contanti effettuati dall’ex presidente dal 22 febbraio 2012 al 15 luglio 2013 utilizzando la carta di credito di Confcommercio. Ci sono, come scrive il pm, «viaggi aerei per sé e propri famigliari, gioco d’azzardo, reiterati rifornimenti di carburante e spese di ristorazione». La difesa sostiene, invece, che «vi è un rilevante dato contabile: il totale delle spettanze dovute da Confcommercio ad Allegrino nel periodo 2011-2012 ammonta a 69.364 euro mentre le anticipazioni effettuate da Allegrino con carta di credito ammontano a 68.088», con un credito a suo favore di 1,275 euro.

