Allegrino in ospedale, altro stop al processo

L’ex presidente di Confcommercio accusato di appropriazione indebita. Scatta una nuova querela
CHIETI. Nuovo stop per il processo a carico dell’ex presidente di Confcommercio Chieti, Angelo Allegrino. L’imprenditore frentano di 74 anni non è potuto essere presente ieri in aula di fronte al giudice Isabella Maria Allieri a causa di nuovi problemi di salute. Non è la prima volta che accade. Ieri Allegrino al posto di andare in tribunale, dove lo aspettavano i suoi avvocati Silvano Di Paolo e Ivan Notaristefano, è andato al pronto soccorso del Santissima Annunziata. Quando gli avvocati hanno comunicato al giudice che anche questa volta l’udienza sarebbe dovuta slittare a causa di problemi di salute dell’imputato, la Allieri ha disposto un accertamento in ospedale. Al termine del quale è saltato fuori che Allegrino era effettivamente in pronto soccorso e che le sue condizioni di salute erano tali che sarebbe dovuto restare in osservazione per 24 ore. Tutto rinviato al prossimo 21 giugno. Condizioni di salute dell’imputato permettendo.
L’ex presidente è accusato di appropriazione indebita dei soldi di Confcommercio. Avrebbe utilizzato in maniera “disinvolta” la carta di credito che doveva usare solo a scopi istituzionali in qualità di presidente provinciale dell’associazione dei commercianti.
Intanto ieri mattina la nuova presidente di Confcommercio Chieti Marisa Tiberio ha depositato in Procura una querela contro l’ex presidente. L’atto si è reso necessario a causa delle nuove norme sul regime di procedibilità per alcuni reati. In questo caso, il reato non è più procedibile d’ufficio ma a querela di parte, che è stata subito consegnata. La presidente Tiberio è tornata dunque a denunciare «condotte che hanno causato notevoli danni alla Confcommercio, sia economici che di immagine. E sia all’associazione che agli enti collegati, nonché ai suoi numerosi iscritti e ai suoi clienti. Tali condotte hanno comportato anche notevoli sacrifici economici che sono ricaduti anche sui dipendenti, costretti alcuni ad andare via e altri a fornire una prestazione lavorativo con orario part time, limitando, altresì i servizi che normalmente vengono erogati. La Confcommercio Chieti», conclude la presidente, «è stata oggetto di notevoli articoli pubblicati sia dalla stampa locale che nazionale per i noti fatti del 2013 che hanno di fatto danneggiato e leso la credibilità e il prestigio di 70 anni di attività».

